Ancora roghi tossici a Ladispoli, “Si intervenga, l’aria è irrespirabile”

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“Si intervenga, l’aria è davvero irrespirabile”. Ancora roghi tossici a Ladispoli, dal pomeriggio tardo fino a notte. Stavolta l’allarme scatta nelle campagne di Monteroni, Olmetto e Boietto dove lunedì scorso molti cittadini hanno protestato per l’odore acre e malsano che si respirava nell’aria. “Difficile stabilire dove fosse il punto esatto, speriamo carabinieri o polizia riescano ad individuarli perché sono dei criminali”, si lamenta un residente. Effettivamente la sensazione è che venga bruciata plastica e anche gomma, che costerebbe molto di più se smaltita correttamente. Ecco la soluzione: dare tutto alle fiamme quando cala l’oscurità per risparmiare e non pagare nulla, a costo di inquinare l’ambiente e le persone. Non è la prima volta a Ladispoli. Quest’anno proprio per i fumi e le esalazioni che ormai da tempo i residenti del quartiere Miami sono costretti a inalare quasi quotidianamente è stato presentato un esposto alla Procura della Repubblica. L’esposto era stato presentato al comando della Stazione dei Carabinieri di Ladispoli e poi indirizzato alla Procura della Repubblica. “Confidiamo nella maggiore capacità ed autorità d’intervento della magistratura viste le oggettive difficoltà riscontrate, malgrado la volontà espressaci, rivolgendoci sia alle autorità comunali che alle forze dell’ordine presenti sul territorio”, aveva scritto il presidente del Comitato Tommaso Forese. L’aria è diventata irrespirabile ora anche in periferia a causa di odori acri assimilabili a gomma, plastica bruciata e prodotti chimici, altamente pericolosi per la salute dei residenti. Il Comune si muove invece per il bosco di Palo impiegando le “sentinelle”, volontari in azione a sorvegliare il parco pubblico dopo i tentativi di dare alle fiamme il simbolo della città ladispolana.

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