Massimo Gallo (Ocean Surf) rivela il “peccato originale” alla base del braccio di ferro con l’Amministrazione e si scusa con il primo cittadino Pascucci

La storia del braccio di ferro che oppone Massimo Gallo all’Amministrazione comunale è nota ai più, ed affonda le sue radici negli eventi susseguitisi ai lunghi decenni di assenza della Pubblica Amministrazione da questo territorio. Di seguito, vi diamo conto della lettera aperta a firma di Massimo Gallo, patron dello stabilimento balneare Ocean Surf di Campo di Mare, inviata al sindaco di Cerveteri. Impossibile ripercorrere tutta questa lunga ed intrecciata storia dall’inizio, e per aiutare il lettore a comprendere al meglio la lettera aperta diMassimo Gallo è necessaria una premessa: la linea demaniale separa, anche dal punto di vista dell’individuazione cartografica catastale, quello che è dello Stato da quello che non lo è. A Cerveteri la linea demaniale taglia circa a metà la spiaggia per tutta la sua lunghezza. Cosicché la porzione di spiaggia vicino al mare è di proprietà dello Stato, mentre la parte retrostante non lo è. Di seguito la lettera con le spiegazioni e le conseguenti scuse da parte di Massimo Gallo. “Con le scuse al Sindaco di Cerveteri per l’annosa vicenda della “spiaggia non appartenente al Demanio Marittimo” in località Campo di Mare. Nel corso degli scorsi mesi, infatti, conferivo incarico a noti esperti Demaniali di analizzare la sopracitata vicenda al fine di supportare la mia convinzione che, il Comune di Cerveteri in qualche modo stava danneggiando la mia persona evitando di intervenire nel merito, anche e soprattutto con la “regolarizzazione dell’occupazione” tramite atti privatistici che vedono la soc. Ostilia indossare le vesti di autorità concedente, mentre Ocean Surf Beach resta l’unico soggetto a lottare per la tutela del Demanio Marittimo a favore dello Stato proprietario del suolo. Analizzando tutti gli Atti Concessori sin dal 1987 ed altri Atti di carattere Demaniale, che nel tempo mai nessun Consulente mi aveva spiegato così chiaramente, è emerso che all’avvento del Sistema Informativo Demaniale (SID) nelle Capitanerie di Porto, le operazioni amministrative compiute conseguenti, rappresentano il “peccato originale” dell’intera vicenda. La definizione di una porzione di “spiaggia non appartenente al demanio marittimo” a monte della dividente demaniale, costituisce il primo e più importante atto rinunciatario dell’Organo dello Stato a cui è stata demandata la tutela del Demanio Marittimo. Inoltre dagli incartamenti, i suddetti Consulenti pervenivano alla conclusione che al Comune di Cerveteri deve essere riconosciuto, con estrema franchezza, che ha fatto tutto quanto possibile nelle sue competenze, in quanto la tutela demaniale ordinaria spetta allo Stato (Ministero delle Finanze – Agenzia del Demanio), puntualizzando inoltre che l’Ente chiamato alla mera gestione, il Comune è parte lesa nella rinuncia ad amministrare quella “spiaggia non appartenente al Demanio Marittimo”. A tal fine mi dimostravano che, il tentativo dell’Ufficio Tecnico del Comune, di scuotere lo Stato dal suo torpore, facendosi promotore di ben due successive istanze di Delimitazione ex art.32 c.n. sulla spiaggia di Campo di Mare, così come l’approvazione di una Delibera di Consiglio Comunale e relativa esecuzione di una Perizia Topografica sui reali limiti demaniali, sono veri e propri atti a surroga dell’inerzia degli Enti Statali competenti. Per questo motivo è mia sincera intenzione porgere al Sindaco le mie più vere scuse per quanto pensato e detto sulla vicenda della “spiaggia non appartenente al Demanio Marittimo” di Campo di Mare riconoscendo pubblicamente l’impegno che l’Amministrazione ha posto ed ancora pone nella risoluzione del problema”.