Caso Tidu, chieste condanne in primo grado per i funzionari comunali e per i costruttori

Abusivismo edilizio, per il tribunale alcune strutture andranno demolite

“Case abusive” a Cerveteri: arrivano le condanne in primo grado ad ex funzionari comunali e costruttori nell’ambito dell’inchiesta relativa alla lottizzazione tra via Passo di Palo e via Iaffei. Il giudice di Civitavecchia ha chiesto 1 anno e 2 mesi per F. G., ex dirigente dell’Ufficio tecnico di Cerveteri, imputato per “abuso d’ufficio”. Un anno per falso ideologico invece è stato chiesto per M. A. F., mentre 1 anno per “abusivismo edilizio” inflitto agli amministratori della società immobiliare “Il Cavaliere”, G. M. e F. L., al direttore dei lavori del cantiere, F. R. e al presidente della società di costruzione “Edil Cop”, N. R. Il tribunale ha poi accertato la responsabilità del comune di Cerveteri stabilendo anche la demolizione delle strutture abitative non a norma e il risarcimento dei danni alla parte lesa. Una storia che parte nel 2011 con la denuncia dei fratelli Tidu, Giovanni Pietro e Antonino proprietari di un terreno proprio al confine con l’area del progetto urbanistico. Complessi residenziali che – secondo le indagini condotte dal pm Alessandro Gentile, in ausilio con la polizia locale di Cerveteri – avrebbero violato alcuni pareri regionali e relativi al piano di Lottizzazione. Il gup Chiara Gallo decide di rinviare tutti a giudizio. Secondo gli inquirenti sarebbero sorte in sostanza delle vere e proprie palazzine che rispetto al piano originario prevedevano una diversa dislocazione degli insediamenti abitativi per un 30 per cento della volumetria consentita. E tali progetti – sempre secondo le ipotesi della magistratura – avrebbero ricevuto poi il “benestare” degli uffici comunali.