Sanità: cresce la ricerca all’Ifo. Gli studi passano alla fase 1

All’IFO nel 2017 sono stati 335 gli studi clinici attivi, di questi 126        più propriamente sperimentali, detti interventistici e 194 osservazionali.

E’ attivo all’IFO, Regina Elena e San Gallicano di Roma il centro per gli studi clinici di Fase1 e si completa così l’offerta e l’impegno nella ricerca traslazionale, cuore delle attività dei nostri Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) nel settore oncologico e dermatologico. La novità è stata presentata nella sede dell’Ifo alla presenza del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e del sottosegretario alla Salute, Armando Bartolazzi. La struttura è stata di recente accreditata dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), che ha stabilito nel 2015 e 2016 requisiti molto stringenti. L’investimento iniziale è stato di 500 mila euro per tecnologie e risorse umane. All’IFO nel 2017 sono stati 335 gli studi clinici attivi, di questi 126 più propriamente sperimentali, detti interventistici e 194 osservazionali. Mentre sono 76 gli studi già valutati dal comitato etico nel 2018. Importante il volume di attività clinica che permette di candidare pazienti agli studi: 26.000 le prime visite del dipartimento clinico sperimentale oncologico cui si aggiungono oltre 68.000 controlli e 18.500 chemio; oltre 48.000 sono invece le prime visite e circa 26.000 i controlli effettuati dal Dipartimento clinico sperimentale di dermatologia. Poi Zingaretti: “Grazie e complimenti per l’avvio di questa nuova esperienza che si inserisce in un momento storico e delicato per la sanità della nostra Regione. Noi abbiamo interpretato sempre il tema dell’uscita dal commissariamento della sanità, non come un mero ritorno finanziario agli equilibri di bilancio, che comunque abbiamo raggiunto, ma come ricostruzione di un moderno pilastro per un nuovo modello di sviluppo fondato sulla scienza, sul sapere, sul diritto costituzionale alla salute e, quindi, a standard di vita più ampi da dedicare ai cittadini. “In questo momento di passaggio che stiamo vivendo, ogni processo di grande innovazione, che ci proietta verso il futuro, è di fondamentale importanza per dare l’idea che l’uscita dalla stagione drammatica non significa tornare a modelli del passato o rimanere fermi al presente. L’Italia deve guardare al futuro e non c’è dubbio che una delle grandi scommesse è quella dello sviluppo scientifico e della sinergia tra produzione, scienza e cura. Questo istituto che si apre va verso questa direzione. Abbiamo messo a segno nella nostra Regione quattro punti centrali per la sanità: il raggiungimento dell’equilibrio di bilancio; il miglioramento dei livelli essenziali di assistenza; lo sblocco delle assunzioni nel sistema sanitario; infine quarto punto l’avvio del piano straordinario di investimenti per l’edilizia sanitaria e per le nuove tecnologie per oltre 700 milioni di euro. Il 2019 sarà l’anno degli stati generali della sanità del Lazio che avranno come obiettivo quello di definire il modello regionale in Europa perché il Lazio ha al suo interno eccellenze nel campo sanitario”