La sindaca Raggi sulla Casa Internazionale delle Donne: “Aver lottato per avere diritti non significa avere il diritto di scavalcare leggi e regole”

“Abbiamo lottato per avere diritti non privilegi, per me quello è femminismo: non si deve pensare che siccome siamo donne possiamo scavalcare leggi e regole”: così, nella trasmissione di Maria Latella (SkyTg24), la sindaca di Roma Virginia Raggi, torna sulla controversia con la Casa delle donne di Trastevere. “Non ho vissuto gli anni del femminismo, però quello che le donne della mia generazione sono riuscite a costruire lo dobbiamo sicuramente all’impegno, alla passione, anche alle lotte fatte prima della mia nascita o quando ero piccola. Per questo già sono grata alle donne che si sono impegnate. Però – ha proseguito Raggi – ricordo che abbiamo lottato per avere parità di diritti e doveri, non privilegi, e questo per me è fondamentale. La Casa delle donne è un luogo nel quale storicamente le donne hanno fatto il loro quartiere generale, il comune ha concesso loro un immobile molto prestigioso, sempre con sconti importanti, in linea però con tante altre associazioni che si occupano dei diritti e delle tutele delle persone fragili e svantaggiate. Tante associazioni onorano il loro debito, si chiama canone ricognitorio, faticano a pagare quel 20 per cento che chiediamo loro, ma ce la fanno. La Casa delle donne continua a non voler pagare anche quella piccola quota”, che oggi ammonta a “900mila euro”, ed è “ulteriormente scontata, perché devono pagare il 10 per cento del canone di mercato”, un “prezzo irrisorio” perché “dovrebbero pagare molto molto di più”. Le promotrici “sono riuscite durante la protesta a raccogliere 80mila firme in pochissimi giorni, tante persone credono nell’attività, e io credo sia meritoria: io ho suggerito loro di chiedere un piccolissimo contributo di 10 euro a ogni sottoscrittore: avrebbero ripagato il debito, io come persona e cittadina avrei versato la mia quota. Ma sostanzialmente mi hanno riso in faccia. Abbiamo lottato per avere diritti non privilegi, per me quello è femminismo: non si deve pernsare che siccome siamo donne possiamo scavalcare leggi e regole. Vogliamo trovare una transazione, un accordo? Facciamolo. Ma loro pretendono di non pagare nulla, e per me è inaccettabile. E lo dico da donna. Gli uomini che si sono succediti non hanno avuto il coraggio di dirlo. Io sono stata massacrata dalle donne, ma bisogna avere il coraggio di dire le cose come stanno”.