Litorale: operazione ‘Ghost Boat’ in mare: GdF sequestra barca da pesca detenuta illegalmente

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Litorale: operazione ‘Ghost Boat’ in mare: GdF

sequestra barca da pesca detenuta illegalmente

Motopesca truccata carica di pescato scoperta e sequestrata dai militari del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Civitavecchia

 

La “paranza abusiva” operava nelle acque antistanti il fiume Garigliano nella provincia di Latina, sprovvista di qualsiasi autorizzazione all’esercizio dell’attività professionale. A bordo due pescatori che, nel tentativo di eludere possibili controlli in mare, avevano pensato bene di applicare sulla murata dell’imbarcazione, in maniera del tutto fraudolenta, dei semplici numeri identificativi tali da poterla rendere ”a norma” per esercitare la pesca professionale in mare. Ad insospettire le Fiamme Gialle erano stati i numerosi sequestri a carico di ignoti di attrezzatture da pesca che gli stessi avevano effettuato nei giorni antecedenti l’accaduto e proprio nei tratti di mare prossimi alla foce del Garigliano. Una situazione tanto anomala che aveva fatto scattare degli accertamenti più minuziosi. E’ stato così predisposto un servizio di monitoraggio, confluito attraverso un’approfondita attività investigativa sviluppata in collaborazione con i militari della stazione navale di Civitavecchia, che è culminato, alle prime luci dell’alba, con la localizzazione in mare proprio dell’imbarcazione sospetta e con i due soggetti a bordo intenti nell’attività di pesca, ravvisando nell’immediato violazioni del codice della navigazione e della specifica normativa. Queste infrazioni hanno consentito il sequestro di oltre 30 kg di pescato, di 100 metri circa di rete da posta e di un’imbarcazione utilizzata per l’intera attività.  Gli ulteriori minuziosi controlli della documentazione della motobarca oggetto del sequestro, svolti peraltro presso l’ufficio locale marittimo di Formia, hanno permesso di evidenziare che la stessa non avrebbe mai potuto intraprendere alcuna navigazione stante il suo stato di ”disarmo”. Per la condotta dolosa assunta, il comandante e il proprietario della motobarca, sono stati segnalati all’Autorità Giudiziaria, per le violazioni del codice della navigazione. Il pescato, dopo essere stato sottoposto a controllo da parte dei veterinari della Asl di Minturno, che ha confermato la commestibilità delle varie specie ittiche presenti nelle reti e oggetto del sequestro, è stato destinato in beneficenza a un istituto di ricovero locale.  Un ulteriore servizio svolto dalle Fiamme gialle alla salvaguardia del patrimonio marino e del suo delicato ecosistema biologico in un’area di particolare interesse archeologico nazionale, il tutto, questa volta, con riflessi positivi a beneficio della collettività, attraverso l’importante opera di donazione a vantaggio dell’economia locale e della libera concorrenza sul mercato ittico e la filiera della pesca.

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