Bimba colpita da un coltellino di plastica mentre era a mensa alla Scuola Melone

Il fatto accaduto durante il pasto all’interno del refettorio scolastico alla Melone. Il consiglio di classe valuterà la sospensione del bambino a cui apparteneva l’utensile

 

Stava tranquillamente pranzando a mensa insieme ai suoi compagni di classe, e non solo loro, quando si è vista arrivare un coltello (di plastica) in faccia. E ora, per il ”proprietario” del coltello, (del bambino che lo stava utilizzando per il pranzo), potrebbe scattare la sospensione da scuola. Il fatto è successo qualche giorno fa nella mensa scolastica della Corrado Melone. I bambini erano tranquillamente seduti a tavola per consumare il proprio pasto quando all’improvviso da uno dei tavoli è partito il coltellino (o solo parte di esso) andando a colpire la malcapitata bambina. Autore del gesto, volontario o non (il coltellino potrebbe essere ”partito” erroneamente mentre il bambino ci stava giocando), un alunno di quarta elementare. Ora il consiglio di classe dovrà valutare se optare per la sospensione oppure no. Volontario o meno, infatti, secondo il dirigente scolastico Riccardo Agresti, «i bambini devono sapere come comportarsi, con educazione». Intanto, se nel frattempo per il bambino c’è ancora tempo di scoprire se sarà sospeso o meno, a far discutere in città, è sicuramente il provvedimento adottato qualche giorno fa dal consiglio di classe straordinario nei confronti di un bambino di sette anni diversamente abile. Anche in questo caso il bambino sarebbe stato ”sospeso” da scuola per 9 giorni (rientrando di fatto solo al termine della pausa natalizia) perché «troppo irrequieto». Immediatamente sui social è scattata la polemica tra i pro e i contrari al provvedimento adottato. Dibattito all’interno del quale si era inserito anche il dirigente scolastico Agresti che aveva puntato i riflettori in particolar modo sull’assistenza fornita dalle AEC ai diversamente abili all’interno degli istituti scolastici. Troppe poche e ancor meno rispetto al passato, replicando peraltro a un commento dell’assessore alla Pubblica istruzione Lucia Cordeschi che si era detta «allibita» da tale decisione. «Invece di allibire, certe persone (rivolgendosi all’assessore Cordeschi, ndr) dovrebbero raccontare dei tagli eseguiti proprio al personale Aec. Invece di allibire, ci si chieda perché lo scorso anno per vari giorni i docenti abbiano dovuto accompagnare con la propria auto, al termine delle lezioni, una disabile carrozzata a casa sua perché c’erano scuolabus disponibili. Invece di allibire e agire e parlare contro l’istituzione scuola, ci si dovrebbe mettere a disposizione senza fare il ”solone” di turno». Un punto, quello sul taglio di ore per le AEC sul quale è intervenuto anche il sindaco Alessandro Grando: «A seguito dell’episodio che ha visto la sospensione da scuola di un alunno disabile, qualcuno sta facendo circolare la notizia che il Comune di Ladispoli ha effettuato dei tagli sul servizio di assistenza educativa culturale (Aec). Queste notizie – ha sottolineato Grando – sono prive di fondamento, semmai è vero il contrario. Al nostro insediamento il capitolo in questione aveva una previsione di 237mila euro, ai quali la nuova amministrazione ha aggiunto 100mila euro nel corso dell’anno 2017. Per il 2018 lo stanziamento non è stato assolutamente diminuito e sono stati garantiti 338mila euro. Gettare fango sull’operato altrui, per di più ingiustamente, non solleva dalle proprie responsabilità».