Cantina, cresce il fronte del No al cambiamento

Dopo la contrarietà delle opposizioni, di un comitato di cittadini organizzati e un flash-mob di protesta in piazza Risorgimento, arriva un’interpellanza parlamentare contro il cambio di destinazione d’uso di parte della Cantina Sociale.

 

Il Senato coinvolto sulla delibera comunale del Cantinone

di Alberto Sava

Il cambio di destinazione d’uso di parte della Cantina sociale di Cerveteri, che darebbe spazio ad un centro commerciale, deliberato dal Consiglio comunale di Cerveteri l’11 ottobre del 2018, ha provocato reazioni negative in seno all’opposizione tra i consiglieri di M5S, Forza Italia e Fratelli d’Italia. Reazioni cui ha fatto seguito la mobilitazione dei cittadini costituitisi in un comitato, composto anche da consiglieri comunali, da un meet-up locale grillino e da militanti della Lega di Salvini. L’eccezionalità della situazione, preoccupante per la viticoltura locale, è stata denunciata nell’interpellanza parlamentare del senatore Maurizio Gasparri, sempre attento alle possibili forzature di carattere normativo e legislativo. L’interpellanza Gasparri indirizzata ai Ministri dell’Interno e delle Politiche agricole alimentari, forestali, del Turismo e dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare, fa presente che l’edificio e l’area di pertinenza della cantina sociale di Cerveteri, siti in località Pian del Candeliere lungo la Via Aurelia chilometro 42 di fronte alla Zona militare Centro Radiogoniometrico, sorgono su di un terreno la cui destinazione d’uso, da piano regolatore generale vigente, sembra essere agricola, e ricompresa in zona sottoposta a vincolo militare. Con Delibera del Consiglio comunale n.18 del 02/05/2017 il Comune di Cerveteri ha licenziato un nuovo Piano Regolatore Variante Generale al P.R.G. Questo Piano Regolatore ha modificato l’area artigianale con una edificazione commerciale. Le Forze Armate, cautelate dal vincolo, hanno negato il nulla osta a questa iniziativa, a tutela dell’istallazione denominata Centro Radiogoniometrico. La Cantina sociale è limitrofa alla Zona artigianale – Pian del Candeliere ed insiste su terreni espropriati dall’Ente Maremma, con il solo scopo di assegnarli alla piccola proprietà contadina. La gran parte dei 220 coltivatori diretti soci della cooperativa pare non abbiano mai deciso nulla in merito in seno alle loro assemblee. La Coldiretti, non ancora si è attivata concretamente per il rilancio della viticoltura a Cerveteri e la difesa della Cantina sociale. Il Presidente dell’Arsial, Antonio Rosati, “Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio” che gestisce i terreni espropriati dall’Ente Maremma, con la sua presenza in Consiglio comunale a Cerveteri ha nei fatti sostenuto la linea del sindaco Pascucci. Nell’Interpellanza il senatore Gasparri: “chiede di sapere se i Ministri in indirizzo intendano verificare perché la Cantina sociale di Cerveteri, trasformata in società a responsabilità limitata, è stata portata all’attuale degrado, annientando una robusta cooperativa di 1200 famiglie di viticultori, fino a volerne cambiare la destinazione d’uso e trasformare un’area del complesso, sorto su terreno agricolo, espropriato dall’ente Maremma con lo scopo di favorire le attività legate all’agricoltura, in un’area per un centro commerciale; se non ritengano di intervenire con la massima urgenza sia nei confronti dell’Assessorato per l’urbanistica e sia dell’Assessorato per l’agricoltura della Regione Lazio per bloccare il parziale cambio di destinazione d’uso; se, in ragione delle specifiche competenze ed attribuzioni, intendano porre in essere azioni urgenti atte a verificare i fatti e le circostanze, ponendo un argine a quelle che appaiono all’interrogante come possibili situazioni di illegittimità e di presunta mala gestione amministrativa rappresentate presso la competente Prefettura di Roma e la Regione Lazio (Ufficio Urbanistica e Assessorato per l’agricoltura) relativamente alla legittimità della delibera del Consiglio Comunale dell’11 ottobre 2018 che vuole trasformare parte della cantina sociale di Cerveteri in un supermercato o centro commerciale e se ritengano opportuno, se non necessario, l’invio immediato di ispettori ministeriali al fine di prevenire il protrarsi della problematica; se non ritengano di assumere iniziative per evitare la deruralizzazione del vasto comune di Cerveteri e per rilanciare la viticoltura, sua naturale vocazione, consentendo alla cantina sociale di riprendere in pieno la sua attività, quale traino dell’economia vitivinicola locale”. A Cerveteri, gli oppositori alla delibera comunale dell’11 ottobre 2018, confidano nell’intervento del Governo, nella persona del Ministro dell’Agricoltura e del Ministro dell’Interno, in una questione che investe profondamente un grande territorio laziale, quale è quello di Cerveteri. L’importanza riconquistata oggi dall’agricoltura, divenuta, con la sua ripresa, uno dei più trainanti settori produttivi italiani, richiede un segnale del Governo a Cerveteri, esteso a quella fascia laziale che va da Ostia a Civitavecchia dove la particolare complessità amministrativa di molte realtà non favorisce il lineare dipanarsi dei cambiamenti proposti.