Il dg degli Spedali civili di Brescia (dove sono morti quattro neonati) ribadisce: “E’ un posto sicuro in cui i pazienti non hanno nulla da temere”

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Il reparto di Terapia intensiva neonatale degli Spedali civili di Brescia “è un posto sicuro in cui i pazienti non hanno da temere. L’attenzione alla sterilità è elevata e il livello di attenzione alle infezioni è altissimo, eccezionale”. Ad assicurarlo è il direttore generale dell’Asst Marco Trivelli, fresco di insediamento nella struttura bresciana, finita sotto i riflettori in questi giorni per la morte di 4 neonati nel giro di una settimana nel reparto. I casi, sostiene l’ospedale in base alla ricostruzione e alle informazioni raccolte, non sarebbero legati fra loro, ma attribuibili a cause diverse e non a un focolaio epidemico. Sulla vicenda sono in corso diverse verifiche: oltre alle indagini scattate da parte della Procura, è stata avviata dalla Regione Lombardia una commissione d’inchiesta; sono scesi in campo anche i Nas inviati dal ministero della Salute e sono in arrivo nei prossimi giorni gli ispettori ministeriali. Oggi è prevista l’autopsia per due dei neonati, morti il 4 e 5 gennaio. “Sono nuovo in questa Asst, ma di una cosa sono certo – dichiara il Dg – questa è una struttura reattiva e capace. E lo dico perché ho visto il lavoro che è stato svolto in relazione al caso affrontato questa estate”, cioè dei bimbi risultati positivi al batterio ‘serratia marcescens’, vicenda emersa con la morte di un neonato il 6 agosto 2018. Anche il manager conferma che dall’analisi non emergono collegamenti tra i casi dei piccoli deceduti in questi giorni. “C’era una vicinanza fisica tra i neonati, ma è naturale perché in Terapia intensiva ci sono due locali. Quanto alla mortalità per i piccoli sotto i 1.500 grammi ricoverati in Tin, il dato 2017 del reparto di Brescia (12%) è in linea con l’ultimo dato consolidato nazionale disponibile, che è del 12,10%, e migliore di quello internazionale (14,30%)”. Il 2018 “non si discosta” da queste performance “malgrado la vicenda della serratia. Non ci sono state deflessioni nella qualità”.

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