Scuole comunali e statali sotto zero

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Al rientro dalle vacanze, sciatteria ed abbandono nei plessi di Cerveteri

Scuole comunali e statali sotto zero

Via Consalvi al gelo; ieri mattina i piccoli dell’infanzia costretti a tornare a casa. Oggi lezioni regolari al Mattei, dopo due giorni di aule disertate per i termosifoni freddi

 

“Inaugurato poco più di un mese fa e già emergono i primi problemi per il plesso di via Consalvi che ospita gli alunni della scuola dell’infanzia dell’I.C. Giovanni Cena. Ieri mattina i bambini sono stati costretti a tornare a casa visto che la scuola era gelida”. Così in una nota il consigliere di opposizione Luca Piergentili che aggiunge: “Dopo due settimane di stop qualcuno avrebbe potuto constatare il funzionamento della caldaia. Il primo cittadino si preoccupi dei problemi della sua città piuttosto di fare comparsate in tutte le tv nazionali per fini politici personali”. Su quanto accaduto l’assessore alla Pubblica Istruzione, arrampicandosi sugli specchi, si è difesa affermando “Problema in via di risoluzione. I tecnici hanno già effettuato i sopralluoghi insieme al proprietario dello stabile ed hanno già individuato come procedere”. Non cambia la musica del gelo all’Enrico Mattei. A raccontarlo sono gli stessi rappresentanti di istituto che hanno effettuato sopralluoghi. Ieri e oggi gli studenti non sono entrati in classe. La cronologia dei fatti nella nota dei rappresentanti di istituto: “I due rappresentanti d’Istituto presenti lunedì 7, si sono recati all’interno dell’Istituto per visionare le temperature e la situazione era drastica. Termosifoni totalmente spenti, le temperature dell’istituto toccavano mediamente gli 8 gradi e in alcune classi si arrivava a 5°. All’ingresso dei ragazzi il caos, i docenti che si lamentavano, i ragazzi fuori nei corridoi per sapere la situazione e per protestare. Vengono chiamati i vigili del fuoco, la polizia locale e i carabinieri, ma nessuno trova una soluzione. La vicepreside, emana un’ordinanza di chiusura d’emergenza dato le condizioni critiche. I rappresentanti d’Istituto hanno chiesto ai ragazzi di non entrare fino a quando non si saranno constate le reali condizioni dell’Istituto. Abbiamo visionato tutto l’ambiente scolastico: Plesso scientifico: temperatura media sui 12°
Plesso tecnico e professionale: temperatura media 11°
Plesso linguistico/centrale: temperatura media 14°
La situazione era indecente, temperature sotto la norma. Soltanto il plesso centrale, dove batte il sole e con mura differenti rispetto gli altri due plessi, riesce a raggiungere i 18° verso le ore 10:00/10:30. Abbiamo chiamato con urgenza la vicepreside, la quale ci ha detto che la dirigenza non poteva emanare un’ordinanza di chiusura, poiché la provincia aveva accesso i termosifoni (seppur bassi) e per tale motivo noi rappresentanti d’Istituto dovevamo decidere se far entrare gli studenti o meno. Alla fine abbiamo deciso di indire uno sciopero del comparto studentesco, poiché è nostro diritto non entrare nell’Istituto se non ci sono le condizioni. La preside ci ha detto che l’assenza non verrà conteggiata” Ed ora parliamo di Oggi al Mattei. “Giovedì 10 gennaio, dopo i nostri ripetuti solleciti, la Città Metropolitana di Roma Capitale provvederà ad ampliare gli orari di accensione dell’impianto di riscaldamento dell’Istituto Superiore Enrico Mattei fino a garantire il raggiungimento in ogni locale del plesso la temperatura di 20 gradi, come da normativa nazionale”.

A dichiararlo è Alessio Pascucci, Sindaco di Cerveteri e Consigliere della Città Metropolitana di Roma Capitale. “L’Istituto Enrico Mattei di Cerveteri accoglie quotidianamente tra studenti, docenti e personale scolastico oltre mille persone – ha dichiarato il Sindaco di Cerveteri Alessio Pascucci – inammissibile che per così tante ore fossero costrette a lavorare e a studiare in una condizione climatica davvero difficile. Già in passato, e nuovamente prima delle vacanze di Natale, avevamo sollecitato la Città Metropolitana in maniera formale, ad integrare gli orari di accensione dell’impianto di riscaldamento e ad accertarsi che i termosifoni venissero accesi quantomeno il giorno prima del ritorno in classe dei ragazzi, proprio per prevenire che la chiusura per così tanti giorni e le temperature fredde che si sono registrate nei primi giorni dell’anno rendessero l’ambiente non idoneo a fare lezione”.

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