Parla il Vicesindaco Giuseppe Zito: “Stiamo trasformando la città, scommettendo sul futuro”

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Stiamo trasformando Cerveteri, scommettendo sul futuro’

Sette anni di impegno civico accanto al primo cittadino che nel 2012 apri una fase nuova nella politica locale

 

di Alberto Sava

Oggi intervistiamo il vice sindaco Giuseppe Zito, 33 anni, residente a Cerveteri dal 2005, ha già ricoperto l’incarico di assessore alla Pubblica Istruzione dal 2008 al 2010. Dal 1999 ha lavorato in una multinazionale dell’Information and Communication Technology, prima come programmatore e poi come sistemista. Nel frattempo ha svolto attività sindacale nella FIOM-CGIL. Ha sempre svolto attività politica come militante e dirigente di partito fino ad essere candidato alla Camera dei Deputati nel 2008. Giuseppe è sposato con Giorgia e hanno un figlio, Tommaso di 4 anni. Delfino fin dalla prima ora del sindaco uscente, è voce comune a Cerveteri che Giuseppe Zito da tempo stia studiando da sindaco e quasi tutti gli osservatori locali scommettono su una sua candidatura a primo cittadino alla guida di una coalizione di centro sinistra alle prossime elezioni. Il vice sindaco ha risposto alle nostre domande riflettendo con attenzione su ogni parola. Al di là di come la si pensi, ad onore dell’onestà intellettuale che dovrebbe informare di sé ciascuno di noi, sarebbe opportuno che molti dei politici locali leggessero con altrettanta attenzione questa intervista, il cui significato va oltre i suoi contenuti, e dalla quale non è difficile comprendere, seppure indirettamente, perché poi l’amministrazione Pascucci non abbia finora trovato accreditabili competitori, per ben due legislature. E, stando così le cose, potrebbero stare tranquilli anche i suoi successori.

 

 

 

Il 2018 si è chiuso con i positivi dati di bilancio della Multiservizi e l’avvio del cantiere dell’asilo nido comunale. Sarà realisticamente possibile rispettare il termine di 239 giorni previsti, per la realizzazione del nuovo plesso prefabbricato, e quali i nuovi obiettivi della municipalizzata per il 2019?

La Multiservizi, che per conto del Comune di Cerveteri gestisce le Farmacie Comunali, la manutenzione del Verde Pubblico, i Cimiteri Comunali, l’Illuminazione Pubblica e il servizio irriguo nella frazione di Cerenova, nel 2009 perdeva 991mila euro. Nel 2012 dimezzava chiudeva il bilancio con una perdita di 464mila euro cifra. Nel 2013 abbiamo portato l’azienda in pareggio e negli ultimi due esercizi la società ha registrato utili per oltre 550mila di euro. Tutti i debiti pregressi sono stati eliminati e dal 2019 gli utili potranno tornare ai cittadini sottoforma di servizi o di opere. Mentre per l’asilo nido comunale posso assicurare che sarà pronto per il prossimo anno scolastico 2019-2020, in questi giorni si sta cominciando a montare la struttura che dovrebbe essere terminata entro Aprile. Nel frattempo dovranno essere avviate tutte le procedure amministrative per l’attivazione e l’affidamento del servizio.

 

Da più parti piovono accuse di una frenetica attività esclusivamente politica della coalizione, a fronte di una scarsa efficacia della concreta azione amministrativa nei confronti della città. Come risponde?

Questa coalizione è composta da sole liste civiche. Il Sindaco ha deciso di costruire, assieme ad altri amministratori locali, un partito a livello nazionale che lo vede coinvolto in tante iniziative ovunque ma non distratto dai grandi obbiettivi. Fermo restando che al momento in pochissimi nella maggioranza hanno aderito ad Italia in Comune, penso che i cittadini di Cerveteri dovrebbero essere orgogliosi che il proprio Sindaco stia diventando un leader nazionale. Io sono sempre orgoglioso quando un nostro concittadino si afferma per i propri meriti. Quanto all’azione amministrativa vorrei ricordare che in questi 18 mesi del secondo mandato le questioni ambientali ci hanno costretto a fermare la programmazione dell’Ente e concentrare tutte le energie sul sistema di depurazione delle frazioni e sui 170 scarichi abusivi che sono emersi nelle attività di controllo avviate con la Capitaneria di Porto. Senza dimenticare che nel dicembre del 2017 la società Ostilia ha abbandonato definitivamente la gestione della rete idrica di Campo di Mare costringendoci non solo a sostituirci nella conduzione ma anche ad intervenire con un investimento di circa 500mila euro nel ripristino delle condizioni di sicurezza dell’impianto di depurazione. Inoltre, in questa prima fase del mandato elettorale, abbiamo dovuto riorganizzare l’intera macchina amministrativa sia per dotarci di una struttura che ci consentisse di cambiare velocità, sia per fronteggiare l’emorragia di pensionamenti che è iniziata con la fuoriuscita di importanti figure apicali.

Per la sua ormai pluriennale esperienza di governo della città, qual è il confine esatto tra l’esercizio solitario del potere tout court, e la coscienza che tale potere è comunque generato da una delega ricevuta per mandato elettorale?

L’art. 1 della nostra Costituzione recita: “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.” Come cittadini siamo sempre portati a pensare che il nostro problema, piccolo o grande che sia, è quello più importante e più urgente. Come amministratori, siamo chiamati a dover dare alle questioni delle priorità su cui lavorare con gli strumenti e il personale che si ha a disposizione. Ovviamente amministrare in una fase economica di recessione è molto più difficile che farlo in una fase di espansione. Chi amministra, come chi Governa, si trova a dover prendere delle scelte per la propria comunità, scelte che a volte possono essere anche impopolari ma che sono giuste. Il limite è tracciato dal preminente interesse pubblico. Quando si travalica tale limite anche le scelte giuste tradiscono la delega ricevuta col mandato elettorale.

La comunità locale è a forte vocazione rurale con inespresse potenzialità turistiche. Per quanto riguarda il turismo culturale il deserto delle presenze è stato certamente ridotto in alcune occasioni, ma in gran parte della coscienza cittadina c’è l’impressione che ci sia una certa autoreferenzialità nelle vostre iniziative. È così sbagliata?

Da quando sono arrivato a Cerveteri sento dire che questa città ha una forte vocazione turistica. Ma in realtà non esiste una cultura dell’accoglienza, abbiamo un tessuto imprenditoriale molto debole e poco illuminato che non ha mai investito nei servizi turistici e le scelte politiche fatte in campo urbanistiche nel passato sono andate tutte in senso opposto. La situazione di Campo di Mare è l’emblema, ma possiamo fare tanti altri esempi come il rapido e disordinato sviluppo della città, l’edificazione delle nostre campagne, ecc… A ciò si aggiunge l’atavica assenza di strumenti urbanistici che consentissero lo sviluppo del sistema turistico. Questa Amministrazione ha redatto un nuovo Piano Regolatore incentrato sulle potenzialità del territorio dai Monti al Mare passando per il nostro Sito Unesco. Un’altra scelta importante è stata quella di puntare sulla qualità e sulla cultura non per distinguerci ma per essere complementari all’offerta dei Comuni limitrofi.

Dai banchi della minoranza il centrodestra vi sommerge di proteste e carta bollata. Il M5S è determinato, ma ancora troppo timido. Il Pd è vittima di una pessima congiuntura nazionale, regionale e cittadina, rimanendo inchiodato ad un impegno caratterizzato totalmente ed esclusivamente dal suo unico consigliere comunale. Si può parlare di una crisi politica di alternanza a Cerveteri?

Le opposizioni finora si sono mosse tutte con modalità diverse ma secondo me hanno dimostrato un’incapacità di raccontare un modello di società e una proposta politica alternativa alla nostra. Un pezzo del centrodestra ha scelto di agire contro la città e non contro l’Amministrazione, producendo una montagna di interrogazioni, richieste di accesso agli atti, denunce ed esposti per bloccare l’azione amministrativa. Un esempio per tutti è il tentativo di far saltare il finanziamento per la riqualificazione del lungomare. La crisi della politica è questione molto più generale che attiene al Paese e non solo a Cerveteri. Anche se spesso siamo abituati a pensare che Cerveteri sia l’ombelico del mondo.

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