Rider, qualcosa si muove sul fronte delle tutele

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I rider non sono qualcosa di nuovo, qualcosa di diverso, non fanno un lavoro che può essere pagato cinque euro lorde all’ora: vanno trattati come normali fattorini, lavoratori della logistica, con ferie pagate, adeguata retribuzione oraria, contributi e ferie. A affermarlo sono i giudici di Torino che in Appello hanno stabilito questo principio, destinato a segnare uno spartiacque.

I cinque ex rider Foodora non sono stati reintegrati, ma l’azienda di food delivery dovrà pagare i 6-7 mesi per cui hanno lavorato con una retribuzione adeguata, colmando la differenza tra le 5 euro lorde all’ora e quello che sarebbe costato un normale fattorino ovvero – a spanne – circa 2.500 euro lorde mensili contributi compresi, spiega l’avvocato Sergio Bonetto che li ha assistiti, sottolineando che i cinque rider “lo hanno fatto più per motivi sociali”, che per i pochi soldi che otterranno.

Ma il valore vero di ciò che hanno deciso i giudici di Torino, ribaltando sotto questo profilo la sentenza di primo grado, è che “è stato riconosciuto ai lavoratori il diritto ad avere un trattamento a tutti gli effetti identico a quello di un lavoratore del settore logistica di quinto livello, retribuzione oraria, ferie e malattia pagate, tredicesima, contributi come un qualsiasi lavoratore della logistica”, sottolinea l’avvocato Bonetto, ricordando che “questo è quello che si capisce dal dispositivo, come poi il lavoratore venga inquadrato lo capiremo meglio con le motivazioni, ma il riconoscimento è chiaro e finisce, almeno per i cinque ex fattorini che hanno fatto ricorso, l’era dei cinque euro all’ora e del lavoro senza tutela”.

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