Commemorati i martiri delle Foibe domenica al Parco della Rimembranza

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Cerveteri non dimentica

Dal coordinamento di Lega Militanza Leghisita, riceviamo e volentieri pubblichiamo: “Domenica scorsa presso il Monumento dei Caduti di Cerveteri della Grande Guerra in Piazza Aldo Moro, il gruppo di Fratelli d’Italia “LiberaMente” ha organizzato una semplice e sentita Commemorazione in ricordo dei Martiri delle Foibe. Il nostro gruppo ha sentito l’immediato dovere ed onore di partecipare proprio perché non si deve dimenticare un così grave eccidio di Italiani donne uomini e bambini innocenti. Questa strage per tantissimi anni negata e mai, solo in qualche piccolo passo, riportata nei libri di storia che sono oggetto di studio nelle scuole. Mentre il Sindaco ha fatto mancare la sua presenza e i suoi soliti sermoni, nonostante i suoi messaggi via social d’invito alla partecipazione, erano presenti l’ass. alla Cultura Battafarano, l’ass. alle Attività Produttive Ridolfi e il presidente del consiglio Travaglia. Del Sindaco e della sua assenza non siamo meravigliati più di tanto, della sua scarsa sensibilità istituzionale aveva già dato prova il 4 novembre 2018, con la sua mancata partecipazione a Redipuglia per il Centenario della Grande Guerra e dove Cerveteri avrebbe avuto un riconoscimento per i nostri soldati che in quel conflitto persero la vita. Questo gruppo politico gli aveva predisposto tutti gli atti con i nominativi delle famiglie che avrebbero potuto e dovuto ricevere un riconoscimento, com’è suo solito ha fatto “carta vince ..carta perde” e nessuno ha presenziato neanche inviando il Gonfalone, causa maltempo! Però se poi verifichiamo le spese banali ed inutili per promuovere il suo “Italia in Comune”, viaggi ecc. cosa pensate si possa riscontrare? Tornando alla manifestazione commemorativa per i Martiri delle Foibe di ieri mattina, dove, ci dispiace constatare oggettivamente, che hanno partecipato solo forze politiche del centro destra, come se la vita umana abbia diversi pesi e diverse misure. Nulla di più ipocrita! Le stragi di innocenti, le torture gli abusi non hanno bandiera ma vanno tutti condannati, una cosa è evidente in tutto questo: mentre la destra è cresciuta e si è evoluta avendo ben chiaro in testa le difficoltà dei cittadini e di quanto c’è da fare per portare fuori questa nazione dall’immobilismo, la sinistra è ferma al 1968/1970. Domenica scorsa abbiamo avuto l’onore di avere la presenza di due nostri concittadini che hanno vissuto quel periodo buio e l’esodo Luciano La Monica che ha portato la sua testimonianza raccontando alcuni episodi vissuti, e l’ing. Franco Rodizza che nel suo narrare obiettivamente la storia di quello che esattamente è accaduto ha sottolineato quando l’allora segretario e capo politico del PCI  Palmiro Togliatti dall’alto del suo ruolo istituzionale inviò a sua firma un comunicato ai lavoratori e alle lavoratrici di Trieste che il loro dovere era di accogliere le truppe di Tito come truppe liberatrici e di collaborare con esse nel modo più stretto e di evitare di essere elementi provocatori di discordia tra il popolo italiano e la Jugoslavia. Ecco il grande tradimento dei comunisti italiani verso i loro stessi connazionali, se ci pensiamo è un pò come hanno fatto in questi ultimi anni gestendo un’accoglienza migranti finalizzata al guadagno economico e che se non fermata avrebbe potuto raggiungere ad una “sostituzione” del popolo italiano. Qui abbiamo notato l’atteggiamento classico di chi non vuol sentire e non vuole confrontarsi, insomma una certa penosa insofferenza da parte di Travaglia che non ha solo presenziato e che subito dopo ha preferito defilarsi. Il confronto dialettico e politico questo sconosciuto! Neanche la storia obiettiva raccontata da persone reali e non virtuali serve a questi personaggi per renderli più umili. Comunque importante è che si ricordi per non dimenticare, e tutto quello che i nostri padri nonni o bisnonni hanno vissuto non abbia più a ripetersi”.

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