M5S lacerato dal voto su Salvini: Nugnes: “Persa buona parte della natura del Movimento”

Paola Nugnes, senatrice del M5S da tempo in odore di espulsione, è tornata a criticare i vertici del movimento in una intervista a Radio Capital, dopo il voto on line che ha sancito il no degli iscritti al processo per Matteo Salvini. “Non ho motivi di non fidarmi di Di Maio, anche se non ne condivido le strategie”, ha osservato ma “con questo voto il M5S ha perso una parte della sua natura, dal punto di vista elettorale dovrebbe costare caro. Nella mia bolla di percezione il dissenso è ampissimo, come lo scontento di attivisti e anche di tanti portavoce a tutti livelli”.

Nugnes è ancora in attesa del giudizio dei probiviri per il suo dissenso sul decreto sicurezza ma non teme di essere espulsa: “Sono nel M5S dal 2007, e sono coerente – ha affermato la parlamentare stellata, secondo la sintesi dell’intervista diffusa dall’ufficio stampa dell’emittente – nella mia posizione, che non è isolata. E voglio portarla avanti. È il Movimento che si è spostato. Posso comprendere gli obiettivi ma non condividerli. Non lascio il Movimento, continuo a combattere. Sono convinta e serena delle mie posizioni”.

E se verrà cacciata? “Se accadrà – ha concluso Nugnes – non sarò stata cacciata dal Movimento ma dal partito di qualcuno che ha preso il posto del Movimento”.

Sul punto da registrare anche la posizione dell’ex Pizzarotti: “Game over”. Con questo titolo ha sintetizzato l’esperienza del movimento dopo l’alleanza con la Lega. Dopo il voto sulla piattaforma Rosseau della base grillina che ha detto ‘no’ al processo per Matteo Salvini in relazione al caso Diciotti, il sindaco di Parma ha pubblicato sul proprio profilo Facebook un elenco di tutte le “promesse mancate” dopo l’insediamento del M5s al governo.

“E con questa direi che le regole a cui non si deroga sono finite” ha esordito Pizzarotti annunciando ai lettori un “post che induce ulcera”. Da lì il lungo elenco: “Tutto in streaming: sparito lo streaming (fin dal meraviglioso incontro in luogo segreto con Casaleggio padre che andò a prenderli in autobus privato per portarli chissà dove senza streaming, dopo l’elezione di Grasso presidente del Senato”. E ancora: “Mai alleanze con i partiti (con specifica menzione alla Lega): non c’è bisogno di spiegazioni”. “Tutti gli stipendi e le restituzioni rendicontati”: appena li scoprono che non sanno manco controllare dei bonifici fanno sparire tutta la rendicontazione, così ora chiunque può tenere tranquillamente tutto lo stipendio”.

Pizzarotti se la prende anche con gli annunci fatti da Grillo e Casaleggio sulle cariche nel movimento che avrebbero dovuto essere tutte elettive: “presidente non eletto, segretario non eletto, tesoriere non eletto, membri del direttorio non eletti, portavoce non eletti, responsabili comunicazione non eletti”. E sui candidati scelti dalla base?: “E’ durata finché quelli scelti dalla base sono andati bene alla dirigenza, dopodiché sostituiti d’ufficio”.