Cucchi, i depistaggi non si sono mai fermati. Nuovo inquietante deposito di atti del Pm Musarò

Atti falsi e circostanze definite “inquietanti” emergono dalle nuove carte depositate questo mercoledì mattina dal pm Giovanni Musarò in apertura dell’udienza in Corte d’Assise al processo sul caso Cucchi. “Fra la fine dell’ottobre e l’inizio del novembre 2009 in alcuni atti ufficiali interni all’Arma dei Carabinieri compaiono gia’ le conclusioni cui sarebbero pervenuti i medici legali nominati dalla Procura di Roma sei mesi dopo”, ha detto il pm illustrando il contenuto delle nuove carte. “Gia’ in quegli atti si diceva che non c’era un nesso di causalita’ tra le botte e la morte di Cucchi, che una delle fratture era risalente nel tempo e che i responsabili del decesso erano solo i medici. Tutto cio’ era stato scritto non solo quando i consulenti erano ben lontani dal concludere il loro lavoro ma quando la Procura doveva ancora nominarli. Questo lascia sconcertati”, ha detto Musaro’ ricordando come nelle ‘informative’ dei Carabinieri “l’anemia” messa a verbale da Cucchi diventa “anoressia” e si parla di un attacco di epilessia che il giovane geometra avrebbe avuto in caserma e che invece non c’e’ mai stato: “La circostanza e’ stata smontata in dibattimento”, ha concluso

“Ho risentito l’audio del processo per direttissima: Stefano Cucchi disse di avere l’anemia e l’epilessia. I carabinieri, nelle loro annotazioni a verbale, parlano invece di anoressia, dato non vero, che poi diventa sindrome da inanizione nel processo, cioe’ causa della morte”. Lo ha affermato il pm Giovanni Musaro’ illustrando i documenti depositati nell’ambito del processo bis a carico di cinque carabinieri. Il magistrato ha aggiunto inoltre che il comando provinciale dell’Arma nel 2016 ha scritto in un altro verbale che Cucchi a Tor Sapienza ebbe un attacco epilettico in due diverse occasioni. “Non e’ vero -taglia corto il magistrato – perche’ il maresciallo Colicchio in servizio in quella caserma ce lo ha negato”.