Strage in Nuova Zelanda, ecco il ritratto del folle Brenton Tarrant che si definisce “un bianco normale”

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“Un bianco ordinario” ispirato da Anders Breivik e da Luca Traini. Così si è definito Brenton Tarrant, il 28enne australiano autore della strage nelle moschee nel centro di Christchurch e nella moschea di Masjid in Nuova Zelanda. Tarrant, che ha documentato il massacro con una diretta Facebook, prima di entrare in azione ha pubblicato online un manifesto di 73 pagine intitolato ‘The Great Replacement’. Nel documento, si presenta come un individuo proveniente da una ”famiglia a basso reddito della working class”. “Ho avuto un’infanzia regolare, senza grandi problemi”, prosegue. “Sono solo un bianco normale, proveniente da una famiglia regolare, che ha deciso di prendere posizione per garantire un futuro alla propria gente”. “C’è stato un periodo, due anni prima dell’attacco, che ha radicalmente cambiato il mio modo di pensare. Il periodo va da aprile a maggio 2017. Il primo evento che ha dato inizio al cambiamento è stato l’attacco terroristico a Stoccolma il 7 aprile 2017 – scrive -. Non potevo più ignorare la violenza, qualcosa stavolta era diverso”. Il terrorista ha agito seguendo il ‘modello’ di Breivik, autore del massacro compiuto in Norvegia nel 2011. L’obiettivo, messo nero su bianco: ”Uccidere gli stranieri invasori”. “Per definizione, sì: questo è un attacco terroristico. Ma credo sia un’azione partigiana contro una forza di occupazione”. Tarrant fa riferimento alle proprie origini scozzesi, irlandesi e inglesi. Secondo il manifesto, si sarebbe trasferito in Nuova Zelanda per addestrarsi e quindi avrebbe deciso di passare all’azione. L’uomo sarebbe originario di Grafton, città del Nuovo Galles del Sud, e avrebbe lasciato l’Australia non prima del 2010. “Un attacco in Nuova Zelanda -spiega – avrebbe portato all’attenzione la verità dell’assalto nei confronti della nostra civiltà”. Quindi, i modelli. “Ho letto gli scritti di Dylann Roof e di tanti altri, ma ho tratto realmente ispirazione autentica dal Cavaliere Giustiziere Breivik”, scrive facendo anche riferimento all’autore della strage compiuta a Charleston, in South Carolina, nel 2015: in una chiesa metodista, Roof uccise 9 afroamericani. Su armi e caricatori viene citato anche il ‘Migration Compact’. L’analisi delle immagini denota un’attenzione particolare ad eventi che coinvolgono anche l’Italia. C’è il nome di Luca Traini, il 28enne di Tolentino autore della sparatoria contro gli immigrati a Macerata il 3 febbraio 2018. Si può leggere scritto bianco su nero anche il nome del basco Josue Estébanez, il neonazista che nel 2007 uccise l’attivista Carlos Palomino. Altri elementi prettamente storici sono ricavabili da ciò che Tarrant ha scritto sui caricatori utilizzati. Le immagini diffuse sui social network consentono di osservare che il terrorista ha fatto riferimento alla battaglia di Lepanto del 1571, citando espressamente l’ammiraglio Marcantonio Colonna e il Doge Sebastiano Venier, che contribuirono alla vittoria contro gli Ottomani. Sono visibili diversi riferimenti a Vienna e in particolare all’anno 1683, quando la città riuscì a resistere all’assedio turco. Su un fucile, si intravede la scritta ‘Tours 732’ per ricordare la battaglia tra l’esercito di Carlo Martello e gli arabi.

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