Zingaretti alla Direzione del Pd: “Richiamo allo spirito unitario per fermare la deriva del Paese”

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Un richiamo allo spirito unitario “per fermare la deriva del Paese”. E’ quello che arriva dal segretario del Pd, Nicola Zingaretti, alla Direzione del partito che ha approvato la sua relazione con zero voti contrari e gli astenuti tutti dell’area interna che fa riferimento a Roberto Giachetti. “Dobbiamo richiamarci a uno sforzo di serietà, sobrietà e capacità di ascolto e rappresentanza – ha sottolineato Zingaretti – Chiedo a tutti serietà e spirito unitario per poi scatenare una reazione corale, collegiale, collettiva per fermare la deriva del Paese”. Per Zingaretti “il bilancio del governo è catastrofico e più si va avanti più sarà pesante per l’Italia e insostenibile per le forze che stanno al governo”. Il segretario ha rilevato che “la strada sarà lunga, nessuno si illuda, per muoverci verso il Paese e costruire un progetto politico con cui noi ci candidiamo per essere quella forza che offre all’Italia un’altra possibilità”. “La prossima settimana – ha reso noto – avremo degli incontri con Cgil, Cisl e Uil, con le associazioni del mondo produttivo e con gli attori del terzo settore, dell’associazionismo e del volontariato. Lo faremo proponendo l’obiettivo ‘Italia 2030’, una piattaforma per una Italia possibile rispetto a quella che stiamo vivendo”. E poi “il 5, 6 e 7 aprile ci saranno tre giornate di mobilitazione. Non sarà solo l’inizio della campagna elettorale ma anche l’inizio della mobilitazione del Pd e l’inizio della nostra campagna di denuncia contro il governo con lo slogan ‘Per amore dell’Italia’. Tutto il gruppo dirigente deve essere coinvolto”. Procedendo con l’analisi del risultato elettorale in Basilicata, Zingaretti ha detto che sul voto “non c’è nessun giudizio consolatorio, anzi, impone grande preoccupazione perché ripropone l’immenso lavoro da fare per uscire da una situazione di difficoltà”. “Intanto – ha osservato – abbiamo riottenuto un campo di gioco nel quale muoverci. La speranza è che c’è un campo che comunque tiene e impone all’Italia un nuovo possibile scenario: un nuovo centrosinistra da costruire con al centro un Pd da rafforzare e una destra che, rispetto alla tendenza post elezioni politiche, ci riconsegna una funzione storica. In Italia c’è una alternativa possibile a Salvini e questa unica alternativa possibile siamo noi e quello che dobbiamo costruire”. “Il primo cantiere da aprire” per Zingaretti, “è la costruzione di una rete di alleanze intorno a noi, un campo ancora fragile ma che è già iniziato grazie allo sforzo dei territori in cui si sta votando, e questo vale sia per le amministrative che per le europee”. Riguardo alle prime, “con chiarezza alle amministrative dobbiamo essere i maggiori protagonisti della battaglia politica al governo con uno spirito unitario”. Quanto alle europee, “è giusto che sia presente anche il simbolo di Siamo europei” nel simbolo della lista aperta del Pd. “Noi dobbiamo proporre una novità, che è un Pd che si rimette in moto per le alleanze, costruisce un programma e una proposta politica per il rinnovamento dell’Europa”, ha spiegato il segretario del Pd, sottolineando che “l’intuizione della lista aperta era giusta, è evidente che nel sistema elettorale proporzionale dobbiamo mettere in campo una proposta nuova e aperta”. “Per ora – ha aggiunto – non ci sono le condizioni per una lista di soggetti politici che si mettono insieme. Ma credo che noi dobbiamo andare avanti nello spirito di essere quella forza che è proiettata a ricomporre la società civile e che si propone come baluardo del cambiamento e della rifondazione dell’Europa per salvare l’Europa”.

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