Alessandro Di Battista rompe gli indugi: “Ho riflettuto, non mi candido alle europee”

Alessandro Di Battista rompe il silenzio con una diretta Facebook. “Ho riflettuto” sull’opportunità di una candidatura alle Europee “e ho detto no. Candidarsi – spiega l’ex deputato romano – significa scegliere di mettersi a disposizione della collettività. O sei convinto o no. Io non vorrei andare a Bruxelles… non renderei. O tu butti tutte le energie in quel modo, come ho fatto in Parlamento, o non le fai le cose bene. In questi 40 giorni di silenzio ho riflettuto… ho vissuto dei giorni tranquilli. Se dovessi decidere di rimettermi in campo in primissima linea voglio farlo al meglio. E’ una questione di serietà nei confronti dei cittadini”. “Oggi non voglio candidarmi. Voglio fare altro, continuare a scrivere, a conoscere il mondo. Voglio continuare a farlo con Sahra. Sto scrivendo un libro, edito dalla casa editrice del ‘Fatto’, voglio chiamarlo ‘Politicamente scorretto’ e tratterà una serie di temi che mi stanno a cuore, come il conflitto di interessi. Voglio parlare di colonizzazione, di Africa…”. “Mi mancano le piazze, mi mancano gli attivisti. Però io devo seguire la mia strada, anche se questo può sembrare un tradimento per qualcuno. Ci ho riflettuto. Mi sono buttato in mezzo perché è difficile dire di no al Movimento. Il Movimento fa parte della mia anima, è nel mio Dna”. “Quando sono tornato dal viaggio in Centro America il Movimento 5 Stelle mi ha chiesto di dare una mano. Ho subito detto di sì per varie ragioni, per il fatto che nella mia vita ho difficoltà a dire no. Ho subito accettato per la paura di deludere tante persone, attivisti e simpatizzanti. E poi per un senso del dovere, della responsabilità. Mi sono ributtato ‘in mezzo’ e dopo qualche settimana mi sono reso conto che non si possono fare le cose per paura di deludere gli altri o perché si ha difficoltà a dire no. Ci ho riflettuto, sono un po’ uscito da tutto. Non era semplice. Allora ho riflettuto e ho deciso di non candidarmi”. Quanto al M5S “suggerisco di adottare una linea di politica estera dura. Il M5S deve supportare il diritto delle popolazioni di stare a casa loro”.