Palermo: gli studenti difendono la professoressa sospesa. L’insegnante dopo il provvedimento: “E’ la ferita più grande che ho ricevuto”

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Il giorno dopo la sospensione della professoressa Rosa Maria Dell’Aria, l’insegnante dell’istituto tecnico industriale Vittorio Emanuele III di Palermo punita per non aver vigilato sul lavoro dei suoi studenti che durante la Giornata della memoria avevano presentato un video accostando le leggi razziali al decreto Sicurezza, scatta la protesta. A partire da Palermo, dove le segreterie di Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Gilda e Snals della Sicilia hanno organizzato un sit-in per la 17 davanti all’Iti Vittorio Emanuele III con lo slogan ‘Difendiamo la scuola della Costituzione’. Plaudono all’iniziativa i senatori e le senatrici del M5S in Commissione Cultura: “Che gli studenti si siano mobilitati davanti la prefettura a sostegno di Rosa Maria Dell’Aria, la loro docente ingiustamente sospesa per 15 giorni dall’insegnamento per non avere censurato il loro lavoro, è un gesto encomiabile che suscita orgoglio e speranza”. “Siamo quasi tutti insegnanti e se fosse successo a una o uno di noi un fatto così grave, una sanzione disciplinare per aver fatto il nostro lavoro in modo corretto senza reprimere la libertà di uno studente, la solidarietà e il sostegno degli studenti sarebbero stati la consolazione più grande. Questo deve insegnare la Scuola: autonomia di pensiero e il coraggio di agire come cittadini liberi in difesa di idee e valori”, concludono. Mentre il presidente della Commissione Cultura della Camera, Luigi Gallo, annuncia che il M5S ha depositato un’interrogazione a prima firma Vittoria Casa. Intanto, il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti annuncia che si è “fatto mandare le carte per valutare anch’io la cosa”. “Non c’è un commento politico, perché gli uffici per i provvedimenti disciplinari sono presenti in tutti gli uffici provinciali e agiscono secondo le norme che prevedono, in questo caso, le sanzioni – sottolinea -. Sotto i dieci giorni agisce il dirigente scolastico, quando il dirigente ritiene che ci sia qualcosa di superiore invia tutto il materiale all’ufficio per i provvedimenti disciplinari. Dopo ci sarà stato un momento di confronto, ma la decisione è dell’ufficio provvedimenti disciplinari di Palermo. Visto l’effetto che ha avuto o solamente chiesto di vedere le carte, per darci un’occhiata, ma questa è una decisione autonoma dell’ufficio scolastico provinciale. Io non reputo niente, perché finché uno non vede le carte, non può giudicare”. Sulla vicenda interviene anche il segretario del Pd, Nicola Zingaretti: “Fatemi capire. In Italia CasaPound deve essere libera di dire e fare quello che vuole. Mentre un’insegnante deve essere sospesa per le opinioni di un suo studente che critica Salvini e le leggi varate dal governo Lega-5Stelle. Ma siamo pazzi? – si legge in un tweet di Zingaretti – Questa insegnante deve tornare subito al suo lavoro”.

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