Necropoli, “Con i servizi aggiuntivi lo Stato ci rimette”

Necropoli, “Con i servizi aggiuntivi lo Stato ci rimette”

Lo denuncia Fausta Chirieletti che pone all’attenzione dei Ministri Bondi e Brunetta una serie di anomalie nella gestione dei siti archeologici di Cerveteri

 

La società che gestisce ora il servizio aggiuntivo nei siti archeologici di Cerveteri, dopo vari cambi, ora è la “Civita Tre Venezie s.r.l.”. E questi continui cambiamenti delle società private che forniscono i servizi danneggerebbero le casse dello Stato dal 1998. A denunciarlo è Fausta Chirieletti in una lettera indirizzata alla Direzione Regionale per i Beni culturali e paesaggistici e, per conoscenza, ai ministri Bondi e Brunetta. “Intorno ai Siti Archeologici – spiega – prima della data sopraindicata, ruotavano numerose ditte commerciali, letteralmente decimate dalla nascita dei servizi aggiuntivi, cioè di negozi e impianti di ristorazione che a seguito della legge Ronchey sono stati installati all’interno delle Necropoli e dei Musei Nazionali. La Soprintendenza era, ed è ancora, l’Ente predisposto per indire i bandi di gara per le società che avessero voluto partecipare al fine di poter gestire bar, book shop e gestione della biglietteria. Fino al 1998, i custodi dei beni culturali (dipendenti statali) a turno eseguivano la mansione di bigliettai ed in questa maniera entrava nelle casse dello stato l’intero importo del biglietto che era di circa 8.000 lire, mentre i biglietti gratuiti (sono il 70% tra studenti e pensionati) per lo stato non avevano nessun costo. Dal 1998 i custodi (pagati sempre dallo Stato) sono ugualmente impegnati per controllare i dipendenti della società aggiudicataria della gara, cioè Consorzio ingegneria per la cultura, che poi senza ripetere la gara di appalto è divenuta Zètema e successivamente Civita Tre Venezie, che stacca i biglietti. Però, nelle attuali 6,00 euro del prezzo del ticket di entrata alla Necropoli, allo Stato ne vanno solo una piccola percentuale, come royalty, e per ogni biglietto gratuito è lo Stato a versare una congrua percentuale alla società: Zètema? Consorzio ingegneria per la cultura? Oppure Civitas Tre Venezie? Insomma prima di applicare la legge Ronchey, il biglietto gratuito alle casse dello Stato non costava nulla, mentre ora è lo Stato che dà una percentuale a Società e/o Consorzi ed altro”. Secondo quanto afferma Chirieletti, come conseguenza di questa spesa statale, non ci sarebbe neanche un’agevolazione economica per le imprese cittadine, che, invece, avrebbero potuto beneficiare di finanziamenti statali per gestire il sito archeologico della Necropoli. “I commercianti locali che operavano nel settore – prosegue – non hanno partecipato al bando, poiché le condizioni (assurde) che dettava la soprintendente Anna Maria Moretti nella gara erano totalmente diverse da come poi si sono attuate, probabilmente per agevolare l unica società che partecipò alle gare: infatti, la Soprintendenza Archeologica per l’Etruria Meridionale si è data un gran daffare per decimare o sfrattare le attività che operavano all’esterno dei Siti Archeologici, attività che non avevano nessuna attinenza con le creature (i servizi aggiuntivi) della legge Ronchey, ma che sicuramente avrebbero fatto concorrenza alle “esclusive società” che si sono aggiudicate le gare per gestire le biglietterie, book shop e i bar di Tarquinia, Cerveteri ed anche il Museo Nazionale di Villa Giulia Roma”. Il contratto stipulato nel 1998 ha terminato di produrre i propri effetti, in quanto esso prevedeva un termine all’applicazione della legge Ronchey, stabilito al 2006. Invece, la legge continua ad essere applicata. “Da circa quattro anni – conclude la sua accusa Chirieletti – la società Civitas Tre Venezie ha installato la stessa attività anche all’interno del Museo Nazionale Cerite, nonostante questo punto non fosse neanche previsto nel bando di gara, e la società l’Abaco s.a.s. del sig. Sergio Cesarini paga al demanio un affitto di soli 200 euro al mese per gestire, dall’anno 2000, un ristoro all’interno della Necropoli occupando il casale con superficie commerciale di mq 85, un portico agibile di 45 mq, uno spazio verde di 1.600 mq e, dal 2004, anche uno spazio di 20 mq dove è stato installato il chiosco bar nella piazza Moretti. Inoltre, le società citate non pagano le tasse sui rifiuti e dell’acqua”. (fonte www.centumcellae.it)