Sabbiodotto, Ladispoli Città a Perretta: “Risposta nervosa”

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“Abbiamo appreso dalla nervosa dichiarazione del Vicesindaco e assessore alla costa Perretta, di aver fatto un comunicato dai “toni allarmanti”, di aver “farneticato”, creando un “danno” per l’immagine di Ladispoli e buttando fango su questa amministrazione. Il nostro comunicato, invece, riportava in modo corretto quanto ha risposto la Regione Lazio su ciò che questa amministrazione vorrebbe realizzare. Ció che la Regione ha ribadito è evidente a tutti, tanto da chiedersi che cosa accade in questa amministrazione in cui sembra regnare un sonno profondo – quasi al limite della reticenza. Il lavoro del sabbiodotto, così come dal vice Sindaco pianificato, con l’affidamento di un incarico prima ancora di avere le autorizzazioni necessarie, non si può fare. Perretta fa poi un improprio riferimento ad un finanziamento “che la precedente amministrazione stava perdendo”. Vorremmo fargli notare che, se due anni fa le elezioni non avessero restituito alla coalizione di cui fa parte la guida di Ladispoli, oggi l’iter di quel famoso finanziamento sarebbe giunto a termine, con le risorse richieste investite secondo i termini stabiliti. Non certo esponendo il comune anche al rischio di perdere quei fondi. Vorremmo inoltre ricordargli che, alla guida del Lazio, c’è ancora il presidente Zingaretti – a meno che il vice Sindaco non si sia rivolto ad una regione diversa dalla nostra. Purtroppo, però, quel che dobbiamo costatare è che Perretta – qui in buona compagnia del sindaco Grando con cui appare avere un rapporto incrollabile – immette tossicità nel dibattito pubblico ad ogni uscita a mezzo stampa, esasperando toni e contenuti, in una distorsione dei fatti che ha tutto il sapore delle “fake news” da social. Così, come opposizione cittadina, ci assumiamo anche il compito di rinfrescargli la memoria, laddove il suo passato nelle fila del centro sinistra non gli sia sufficiente per ricordare quanto fatto dalle precedenti amministrazioni. Proprio quelle di cui Perretta e il resto della maggioranza non fanno che sciorinare le presunte falle, omettendo però di dire che quel poco che è stato portato a termine in due anni di mandato, viene dal lavoro predisposto da chi li ha preceduti. Probabilmente nel triplo salto carpiato che ha portato il vice Sindaco dall’esporsi in prima linea per le amministrazioni Ciogli e Paliotta fino ad aderire al progetto Grando e a Fratelli d’Italia, qualcosa deve essersi perso per strada. Sulla credibilità politica di chi prima appoggia e poi attacca tutti a ritmi alterni, lasciamo che si esprimano i cittadini. Ció che invece sottolineiamo è che l’amministrazione Grando – che non ha ottenuto un solo finanziamento regionale – appare piuttosto divisiva, polemica e votata all’invettiva quando dovrebbe comprendere che è tempo di risposte concrete e di bilanci. In un auspicabile rapporto di correttezza verso la città, chiediamo al vice Sindaco e alla giunta tutta, di informare i ladispolani su cosa sta accadendo riguardo i fatti che sono finiti anche al vaglio della magistratura e di cui non si hanno più notizie da mesi, dopo varie uscite radiofoniche e sulla stampa da parte degli stessi interessati. Al vice Sindaco Perretta vorremmo invece dire: “Stia sereno”, anche se comprendiamo la difficoltà e replichiamo che “le orecchie d’asino” ci penseranno altri ad affibbiarle. A quel punto sarà chiaro chi doveva e deve allarmarsi. Fase di chiarezza che, viste le preoccupanti notizie che emergono dal Palazzetto, pensavamo fosse già iniziata e che di certo non tarderà ancora molto ad arrivare. Infine, riteniamo del tutto inutile il tentativo al quanto affannoso del Vice Sindaco di voler raccontare “la storia della nascita di Ladispoli” tirando in ballo finanziamenti, il PD, la vecchia amministrazione (una di quelle di cui ha fatto parte per poi distaccarsene). Tutto pur di distogliere l’attenzione dai rilevi della Regione in merito ad un preciso atto con cui si da mandato a una ditta e si spendono soldi pubblici impropriamente. Di goffo e strumentale c’è solo modello adottato dall’amministrazione Grando nella gestione della cosa pubblica. Modello che non danneggia l’avversario politico ma si ripercuote sulla Città tutta. I casi non li montano i “cattivoni dell’opposizione” ma chi amministra Ladispoli attraverso atti dubbi, forse derivanti dall’approssimazione e dall’arroganza; li montano coloro che credono di non aver avuto solo il mandato di amministrare ma anche quello di deliberare in barba ai cittadini e a tutta la normativa esistente.

Movimento Civico Ladispoli Città

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