Il Cerveteri compie 90 anni: dalla C2 al fallimento, è il compleanno di una città che vive di calcio e passione

Il Cerveteri compie 90 anni: dalla C2 al fallimento,

è il compleanno di una città che vive di calcio e passione

Cordelli, l’ex bomber: “Ho provato emozioni uniche, non vi dimenticherò”

 

Fede e tifo, un legame indissolubile.  Storie di altri tempi, racconti di vita racchiusi in 90 anni, quelli  che compie il calcio a Cerveteri .   E’ il 1929 quando fu fondata l’Associazione Sportiva Cerveteri, un club nato per mano di un gruppo di amici.  La città si prepara a vivere un compleanno importante, una festa che è la rivisitazione delle tappe più significative e memorabili.  Intorno al calcio cresce un paese figlio degli etruschi, si cementa la filiera della cervetranità, una passione per la quale  la gente andava fiera . Le tappe indimenticabili sono molte, belle o meno.  Ad inizio anni ottanta si registra il primo grande successo, la vittoria  contro il Mentana sul neutro di Bracciano che vale il salto in Promozione dove tra alti e bassi i verde azzurri vi rimarranno sino  a fine anni ottanta.  Negli anni novanta Cerveteri raggiunse l’apice ottenendo la serie C2, nello spareggio finale del 26 maggio del 1991 contro il Giorgione. L’anno dopo ottenne una salvezza insperata, il 19 luglio negli spareggi di Terni contro Valdagno e Teramo.  La finale contro gli abruzzesi fu vinta per 2 a 1, nella città umbra salirono 2500 tifosi. Lo stadio era una pentola a pressione, si spostò un fiume umano sull’E45, auto e pullman per inseguire un sogno che si  trasformò in un incubo nel 1994 quando la società fu esclusa  dai professionisti.  PERSONAGGI Nella storia di questo club, oggi in Promozione con la denominazione Città di Cerveteri , ci sono personaggi e simboli da elencare.  Gli allenatori più famosi sono il compianto Dioniso Arce e Vincenzo Ceripa, l’artefice del raggiungimento della serie C2.  “ Da cerveterano vincere da allenatore è il massimo che ti possa capitare  – dice Ceripa-   Di questi 90 anni la metà li ho vissuti sia da giocatore e  poi da tecnico. Ecco, posso dire che il calcio come si viveva a Cerveteri  era particolare. Una città piena di ideali, di orgoglio e passione . Ogni tanto osservo  le foto dello spareggio con il Giorgione e quello con il Teramo,   e ancora oggi riesco a provare delle sensazioni positive”. Altro simbolo , un giocatore che a distanza di 27 anni è nel cuore dei tifosi, è Alessandro Cordelli.  I tifosi lo chiamavano “Lupo”, e allora gli intonavano i cori sulle note della celebre  canzone di Lucio Dalla. “   I momenti più emozionanti della mia carriera li ho vissuti a Cerveteri, dove sono riuscito ad attirare  la passione dei tifosi-  ricorda Cordelli-  ancora oggi quando mi capita di ritornarci la gente mi saluta, mi abbraccia e devo ammettere che dentro di me ho delle vibrazioni. Ho trascorso dei periodi stupendi, ho conosciuto persone fantastiche. Spero tanto che un giorno ritornino a giocare in campionati che più lo competono. Io mi sento uno di loro e in questo periodo della mia vita che sono alla prese con qualche problema fisico non immaginate i messaggi di vicinanza che mi arrivano da Cerveteri”.  TIFOSI Passione, tifo e cerveteranità .  I gruppi ultras hanno radici profonde, ad inizi anni70:  precursori dei movimenti in Italia.  Tra un anno compieranno 30 anni le Brigate, gruppo leader della tifoseria verdeazzurra, pionieri del tifo organizzato negli anni novanta .Ma intanto si pensa a celebrare il novantennale. E festa sia….