Marco Fracas, genio e sregolatezza

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Marco Fracas, genio e sregolatezza

Un calciatore che poteva ambire alla serie A, Salerno e Pagani in lacrime: “Se n’è andato un idolo”

 

Marco Fracas non ha lasciato solo Ladispoli, città dove viveva. Nativo di Passoscuro ha avuto un importante  carriera da calciatore .Ricoverato da metà luglio in Ospedale dopo aver contratto un virus che lo ha disidratato al punto da essere ricoverato con urgenza. Fracas era nato il 7 gennaio del 1958. Nella Salernitana l’attaccante romano giocò nella stagione 82 – 83. Fracas è stato da sempre un idolo anche a Pagani dove ha indossato la maglia della Paganese verso la fine degli anni ’70. Proprio in un derby con la Salernitana al “Vestuti”, siglò i due goal della vittoria per gli azzurrostellati. Una gioia immensa per la tifoseria che non mai aveva battuto la Salernitana lontano da casa. Tanto amato Fracas, che i paganesi gli perdonarono il suo passaggio l’anno seguente proprio a Salerno.Amci ed ex compagni lo ricordano, provando un grande dolore.  Sincero e leale, una persona che era voluto bene da tutti. Era talmente ben considerato nell’ambiente sportivo nazionale che più di un allenatore lo avrebbe ben visto in serie superiore. Il suo carattere guascone, la sua innata vena goliardica, forse la poca propensione al sacrificio estremo però avevano frenato psicologicamente la sua corsa verso la massima serie nazionale che invece avrebbe ampiamente meritato. Era considerato un grande attaccante, con tanti “ma” e “però”, particelle che limitarono sempre la sua carriera. Fracas era questo: genio e sregolatezza; molto genio, tanta generosità, ma anche molta sregolatezza. La sua vita – dopo gli impegni agonistici – si svolgeva tra Vietri sul Mare, dove alloggiava, e Salerno. Proprio a Salerno, piazza notoriamente esigente e dal palato fine, i tifosi gli rimproveravano serate allegre; e se lo ricordavano soprattutto la domenica quando sotto rete non riusciva a essere lucido e spietato come avrebbero voluto. A Pagani, invece, gli hanno sempre perdonato tutto. Il nome di Fracas è stato sempre sinonimo di grande attaccante ed è buono per tutte le età; da quelli che lo hanno conosciuto personalmente a quelli, invece, che hanno solo sentito decantare le sue imprese balistiche. Negli occhi dei tanti che hanno avuto il piacere di assistere ai suoi pezzi di bravura c’è ancora – a distanza di quarant’anni – la mitica punizione di sinistro che si conficcò all’incrocio dei pali della Reggina. Era un uomo buono e generoso, Marco Fracas, ed era legato alle squadre in cui aveva militato. Viveva a Ladispoli ma aveva mantenuto i contatti con tanti calciatori e con tanti suoi tifosi personali anche sui social. Oggi la brutta notizia che non avremmo mai voluto ricevere: un destino crudele lo ha ghermito prematuramente dopo un iniziale malore di un mese fa che sembrava superato.

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