Brutte notizie dall’economia: aumentano le richieste di cassa integrazione e scende il fatturato

Nei concentrati momenti di formazione del nuovo governo Conte, Istat e Inps lanciano un nuovo allarme sulla condizione delle industrie. Da un lato la diminuzione del fatturato e degli ordinativi di giugno, che continua in maniera ridotta anche a luglio. Dall’altro l’aumento delle attivazioni di cassa integrazione registrato a luglio nelle aziende italiane. Commentandone i dati, Istat fa sapere che a giugno il fatturato dell’industria ha registrato una flessione su base mensile, in termini congiunturali dello 0,5%, condizionata dalla contrazione delle vendite sul mercato interno, mentre è rimasta pressoché stabile su base trimestrale. Anche gli ordinativi hanno registrato a giugno un calo congiunturale sia su base mensile (-0,9%) sia nel complesso del secondo trimestre (-0,4%). Nel confronto con il mese precedente il calo è diffuso a tutti i principali raggruppamenti di industrie, risultando particolarmente marcato per il comparto dell’energia, -2,8%. Nel confronto trimestrale, invece, hanno segnato variazioni congiunturali positive i beni strumentali e i beni di consumo. Con riferimento al comparto manufatturiero, le industrie tessili e quelle dei mezzi di trasporto hanno mostrato una crescita tendenziale del fatturato più rilevante (+4,1%), mentre l’industria farmaceutica mostra il calo maggiore (-12,6%). La maggiore crescita tendenziale si è registrata nelle industrie dei mezzi di trasporto (+5,1%), mentre il peggior risultato si è rilevato nell’industria farmaceutica (-16,2%). A luglio 2019, dai rilevamenti Istat, si è stimata una dinamica congiunturale stazionaria dell’indice dei prezzi alla produzione dell’industria mentre, su base annua, si è registrata una contenuta flessione (-0,5%). Sul mercato interno i prezzi alla produzione dell’industria sono rimasti invariati su giugno 2019 e diminuiti dello 0,8% su base annua. Al netto del comparto energetico la dinamica congiunturale è nulla, l’incremento tendenziale è stata pari allo 0,5%. Sul mercato estero la variazione congiunturale è stata lievemente positiva (+0,1%), anche se le aree hanno mostrato andamenti divergenti (-0,1% per l’area euro, +0,2% per l’area non euro). Su base annua si è registrato un aumento dello 0,3% (+0,2% per l’area euro, +0,3% per l’area non euro). Gli incrementi più rilevanti si sono registrati sul mercato interno per i settori dell’industria dei prodotti farmaceutici (+2,1%) e dell’industria dei mezzi di trasporto (+1,8%), sul mercato estero area euro nel settore dell’industria dei computer e prodotti di elettronica (+1,8%) e per i prodotti chimici (+1,3%), sull’area non euro per l’industria del tessile (+1,9%). Tra tutti i settori, l’industria dei prodotti petroliferi è quello che registra la flessione più sostenuta sia sul mercato interno (-5,1%) che sul mercato estero (-7,9%); più marcata la diminuzione per l’area non euro (-8,1%) rispetto all’area euro (-2,5%). Il numero di ore di cassa integrazione straordinaria, ha rivelato Inps, autorizzate a luglio 2019 è stato pari a 10,0 milioni, di cui 3,7 milioni per solidarietà, registrando un incremento pari al 50,2% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, che registrava 6,7 milioni di ore autorizzate e rispetto al mese precedente una variazione congiunturale pari al -46,8%. Gli interventi in deroga sono stati pari a circa 184 mila ore autorizzate a luglio 2019 registrando un incremento del 317,5% se raffrontati con luglio 2018, mese nel quale erano state autorizzate circa 44 mila ore. La variazione congiunturale ha registrato rispetto al mese precedente un decremento pari al 70,8%.