Roma, è morto Stefano Delle Chiaie, neofascista fondatore di Avanguardia Nazionale: fu coinvolto e poi assolto per la strage di Bologna

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E’ morto la notte scorsa a Roma Stefano Delle Chiaie, 82 anni, esponente della Destra radicale, già nel Movimento Sociale Italiano e fondatore di Avanguardia Nazionale, assolto per insufficienza di prove per la strage di Bologna. Stefano Delle Chiaie aderì al Movimento Sociale Italiano a 14 anni, nella sezione Appio-Tuscolano di Roma, frequentata da numerosi reduci della Repubblica Sociale Italiana. Nel 1956, a vent’anni, uscì dal Msi per seguire Pino Rauti nell’avventura del Centro Studi Ordine Nuovo dove strinse amicizia con Paolo Signorelli che divenne poi leader del movimento. Nel 1962 Delle Chiaie abbandonò Pino Rauti e fondò il movimento Avanguardia Nazionale Giovanile, fortemente anticomunista e fascista, successivamente autoscioltosi dopo numerosi arresti dei suoi militanti. Nel 1965 prese parte al convegno dell’hotel Parco dei Principi sulla guerra rivoluzionaria, organizzato dall’Istituto Alberto Pollio – tra i relatori furono presenti numerosi esponenti del neofascismo, come Gianfranco Finaldi, Giorgio Pisanò, Pino Rauti, Guido Giannettini – e il cui principale obiettivo era di impedire che il comunismo potesse arrivare al potere in Italia, tramite l’instaurazione di uno Stato autoritario con la complicità di apparati istituzionali. Nel febbraio 1966 gli ex militanti di Avanguardia Nazionale Giovanile furono coinvolti nell’Operazione manifesti cinesi che consistette nell’affissione illegale di manifesti, che a dispetto del nome che ne fece la fortuna erano in realtà inneggianti alla Unione Sovietica stalinista, firmati da fantomatici gruppi comunisti italiani di orientamento stalinista. Tali manifesti furono in realtà preparati dal giornalista Giuseppe Bonanni, de Il Borghese. A vent’anni di distanza, interrogato dalla commissione di indagine, Delle Chiaie rivelò che ANG era stata coinvolta a propria insaputa in una operazione voluta da una organizzazione legata alla CIA e ad alcuni ambienti anticomunisti italiani.

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