Arabia Saudita, gli inquirenti americani e sauditi: “L’attacco ai pozzi è opera dell’Iran”

Gli inquirenti sauditi ed americani hanno determinato che “con una probabilità molto alta” l’attacco contro gli impianti petroliferi sauditi è partito da una base di Teheran sul territorio iraniano vicino al confine con l’Iraq. Lo rivela alla Cnn una fonte vicina all’indagine in corso che precisa che nell’attacco sono stati usati anche missili Cruise che hanno volato a bassa quota. La fonte precisa che le decine di proiettili che hanno colpito, nelle prime ore di sabato, il complesso petrolifero di Abqaiq seguivano una traiettoria che veniva da nord. Non vi sarebbero quindi “assolutamente indicazioni”, ha aggiunto ancora la fonte riporta la Cnn, che questi missili potessero venire da sud, specialmente non dal troppo lontano Yemen.
Gli inquirenti hanno quindi ricostruito una traiettoria di volo dei missili sopra l’Iraq meridionale, attraverso poi lo spazio aereo del Kuwait per poi raggiungere i loro obiettivi. Una traiettoria che indicherebbe che si voleva tenere coperto il punto di lancio. Il Kuwait ieri ha annunciato di aver avviato un’inchiesta su avvistamenti di missili e droni poco avvenuti poco prima che venissero colpiti gli obiettivi sauditi.