Il premier Conte rassicura: Nessuna patrimoniale

Il governo “esclude l’introduzione di qualsiasi patrimoniale”. Ad assicurarlo è il presidente del Consiglio Giuseppe Conte all’Assemblea di Assolombarda alla Scala dicendo che non c’è alcuna intenzione di penalizzare il settore dell’edilizia e neanche quella di “toccare il diritto all’abitazione”.  Dalla riduzione dello spread poi, ha rivendicato Conte,  l’Italia avrà risorse nel tempo per 18 miliardi. E ha spiegato che si tratta di “risorse che reinvestiremo per l’abbattimento” della pressione fiscale, come “l’abbattimento del cuneo fiscale” e in “investimenti nelle infrastrutture”. “Abbiamo bisogno di una profonda discontinuità rispetto al passato – ha aggiunto – di un’Italia più verde, più moderna e inclusiva”. Questo, ha sottolineato, “è il momento della fiducia e del coraggio”, una fiducia che il Paese ha “riconquistato” “a livello internazionale ed europeo”. Certo la situazione globale è difficile, ma, secondo Conte, “l’Italia è solida e resiliente e il tasso di disoccupazione italiana al 9,5% è il dato minimo dal 2011”. Il Governo vuole “voltare pagina” dopo anni in cui “la politica si è arruginita chiudendosi nella propria autoreferenzialità”, ha assicurato il premier. “Il Paese ha voglia di correre e le nostre porte sono sempre aperte, affrontiamo e vinciamo le sfide tutti insieme”. Conte ha poi parlato del “grande progetto riformatore” del Governo “per una semplificazione amministrativa per una giustizia più rapida ed efficiente, per non avere più cifre bloccate nei bilanci in attesa della soluzione delle controversie”. “Abbiamo sterilizzato completamente l’aumento dell’Iva” ha ricordato il premier sottolineando che l’attivazione delle clausole di salvaguardia “avrebbero costituito un enorme ostacolo per il rilancio del Paese” con un aggravio di spesa di “542 euro per famiglia” e una riduzione del Pil di 0,3 punti sulla crescita del 2020. “I ritardi strutturali del Paese hanno inciso in maniera particolare al Sud”, ha poi osservato Conte ribadendo come il governo “voglia attuare un piano strutturale per il Sud, ma non ne beneficeranno solo le regioni del Mezzogiorno”. “La domanda interna del Sud – ha spiegato – attiva il 14% del Pil, pari a 180 miliardi annui e se riparte il Sud ne beneficerà anche il Nord, soprattutto in un contesto globale difficile”. “L’azione politica non deve essere una lotta” per “l’appropriazione con collocazione partitica di risorse nell’immediato ma un progetto riformatore pienamente condiviso anche nel futuro”, ha quindi dichiarato il presidente del Consiglio. “Vinceremo la sfida se agiremo come una collettività unita da forti valori comuni e non come una sommatoria di interessi particolari”.