Cerveteri piange la scomparsa di Angelo Renzi

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Si può dimenticare il paese natìo? Se penso ai millennians, i giovani nati negli anni 2000, la risposta  probabilmente è si, se invece penso a persone come Angelo Renzi la risposta è decisamente no. Angelo, classe 1935, terzo di cinque figli, nel lontano 1961 lasciò Cerveteri, la sua amata Cerveteri per raggiungere con una valigia di cartone carica di sogni, prima Milano e poi la provincia di Bergamo, dove tra Zingonia e Ciserano ha trascorso tutta la sua vita, non dimenticando mai la sua famiglia di origine e soprattutto la sua amata Cerveteri, nella quale tornò tutte le estati per trascorrere le vacanze. Un amore lungo una vita, un affetto per questi luoghi che è riuscito a trasmettere alla moglie Gina e ai loro figli Mario e Giuseppe, innamorati a loro volta di queste colline e della tanta bellezza che le circonda. Un amore che ha messo su tela, mettendo punto dopo punto i luoghi più suggestivi di Cerveteri con la tecnica del mezzopunto,  ricamando senza schema ne disegno e riuscendo a realizzare dei veri e propri capolavori. Una opinione questa che ha portato il Comune di Ciserano ad invitarlo ad esporre questi suoi lavori nella sala del Municipio. Un destino beffardo però ha rovinato la festa. Un lieve malore nel giorno dell’inaugurazione della mostra ed Angelo non ha potuto ricevere l’abbraccio ed i complimenti dei tanti concittadini che si sono recati a vedere la sua prima personale. Prima personale che purtroppo rimarrà anche l’unica: il lieve malore è stato il campanello d’allarme di una situazione non palese e soprattutto irreparabile. Così in punta di piedi, in una settimana,  nel giorno di San Michele Arcangelo, protettore di Cerveteri, se n’è andato Angelo Renzi, zio Angelo per tutti noi, zio Angelo dalla battuta pronta, che ti faceva una poesia sul momento, dalle rime strampalate ma piene d’amore. Noi ti ricorderemo così, sempre gentile ed innamorato della vita e del tuo paese, che portavi via con te, con il bagagliaio della macchina pieno di olio, vino e tutto quello che potevi, per poter sentire al nord, a centinaia di chilometri di distanza, il sapore della tua terra.

Francesca Lazzeri

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