Lo chef Paolo Cappelletti tra i migliori

SLOW FOOD L’allumierasco con il ristorante “da Orsola” porta in alto il nome del territorio
Il giovane talentuoso riconfermato nella prestigiosa guida “Osteria del Gusto 2020’’

ALLUMIERE – Lo chef allumierasco Paolo Cappelletti sempre più nel gotha dell’alta cucina. Il giovane e molto talentuoso chef collinare si sta sempre più ritagliando con umiltà, passione, estro, amore per la sua terra e i suoi prodotti, l’attaccamento alla cucina tradizionale legata a tanta innovazione. Cappelletti nello storico e rinomato ristorante ”da Orsola” ad Allumiere ha raccolto pienamente l’eredità della nonna e ha addirittura migliorato l’offerta unendo tradizione e innovazione e quindi tutti i clienti di ogni parte d’Italia sono in aumento, ma ad accorgersi di lui e dei suoi succulenti e inimitabili piatti non sono solo i clienti: per il secondo anno consecutivo Cappelletti e la sua ”Da Orsola” sono stati riconfermati tra i migliori nella guida Slow Food ”Osteria del Gusto 2020” . L’eclettica cuoco allumierasco dall’animo sensibile e animato da tanto amore per la cucina ha iniziato lavorando in sala e poi sotto il militare ha svolto il servizio in cucina e da lì è divampata la sua passione per la cucina che tra l’altro fa parte del suo Dna. Da quell’esperienza ha scelto di seguire la scuola di Antonio Sciullo a Roma in via dei Gracchi e da 20 anni a questa parte ha affinato sempre più la sua arte culinaria e ora vive di questo. “Amo svisceratamente questo lavoro e godo nel vedere la gente appagata dai miei piatti. Anche grazie all’essere nella guida ci ha aiutato ad avere un’ottima stagione e ora per me inizia il periodo in cui mi diverto a sperimentare utilizzando i prodotti autunnali di questo periodo – spiega Cappelletti – per ogni nuovo piatto parti sempre dagli ingredienti. Per me la qualità è fondamentale. Slow Food” è garante della materia prima di qualità e del cibo ”pulito” e ciò ben si sposa con la mia idea fissa di cucina tradizionale con prodotti biologici e a Km0. Nella mia cucina cerco sempre di rispettare al massimo gli ingredienti seguendo strettamente la stagionalità dei prodotti. Aspetto per esempio con ansia l’arrivo della borragine e delle erbe spontanee, intanto sto valorizzando al massimo funghi e castagne. La mia cucina è naturale e ”bucolica”. In tanti parlano di sperimentazione: io penso che non c’è bisogno di strafare cuocendo per esempio con l’azoto o di arrivare alla cucina molecolare. Oggi secondo me la vera innovazione è fare tradizione. Occorre tornare alla tradizione e imparare a rispettare gli ingredienti. In un piatto ogni avventore deve poter sentire tutti gli ingredienti. Abbiamo una clientela eterogenea ciò significa che un buon piatto con prodotti di qualità cucinato con passione, presentatoo in modo elegante piace a tutti. Sono fortunato perché abbiamo anche una splendida location e una lista ampia di vini”.