Il Chiosco del Castello di Santa Severa deve chiudere

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Il Chiosco del Castello di Santa Severa deve chiudere
La Regione Lazio, sorda ad anni di impegni, sacrifici e investimenti di una azienda produttiva

Mentre ci si interroga sui temi della crescita e del lavoro, chi li difende con anni di sacrifici rischia di perderli di fronte ad una storia amministrativa, in cui tutti hanno forse una colpa ma nessuno riesce a trovare una soluzione.  Dopo anni di impegno lavorativo al servizio di ospiti, turisti e del personale del Castello di Santa Severa, lo storico chiosco sta per vedere serrate le sue porte per una brutta e confusa storia di mala amministrazione che, dopo anni di serena coesistenza con le istituzioni, vede oggi contestata la mancanza delle autorizzazioni edilizie da parte della Regione Lazio.  “Pare che per la Regione esistano lavoratori di serie A e di serie B. La nostra attività dà pane a quattro famiglie – senza contare all’indotto dei fornitori di beni e servizi del territorio – e non riusciamo a credere che nessuno sia stato in grado di risolvere un problema, la cui responsabilità non è certo la nostra”, sostiene la titolare. All’orizzonte quindi, sembra non vi sia alcuna soluzione nell’ambito dell’organizzazione dei servizi del Castello. “Abbiamo investito tutto il nostro patrimonio senza immaginare che ci fosse qualcosa di irregolare. Abbiamo pagato al Proprietario dell’immobile fior di migliaia di euro per l’affitto dell’azienda e oggi grazie a tutti quelli che avrebbero dovuto tutelarci, ci ritroviamo senza un futuro né un percorso di confronto per una soluzione.” L’avvocato Mancuso, legale dell’azienda, spiega al riguardo “si tratta del diritto di veder tutelata la validità dei titoli che per anni, una mancata censura delle irregolarità ora contestate ed il riconoscimento di una posizione commerciale e fiscale dell’azienda hanno ingenerato in una persona totalmente in buona fede. L’individuazione di una soluzione alternativa è non solo doverosa moralmente ma dovuta dal punto di vista giuridico. Molti sono gli interrogativi e le zone d’ombra sulle dinamiche di questa iniziativa, basti pensare al fatto che la data fissata per la consegna delle chiavi del chiosco, coincide con la data della scadenza del contratto… ” Commosse, allo stesso tempo, le parole di chi non ha certo intenzione di arrendersi con le mani alzate “un saluto e un grazie della solidarietà e dell’affetto che ci è stato mostrato –conclude la titolare – continuiamo a sperare che tutti abbiano voglia di sostenerci come sempre”.

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