ArcelorMittal, sullo scudo penale alta tensione tra il premier Con te e la senatrice grillina Barbara Lezzi

Alta tensione tra il premier Giuseppe Conte e la senatrice pugliese Barbara Lezzi, questa mattina a Palazzo Chigi durante la riunione sull’ex Ilva alla quale hanno preso parte i ministri Luigi Di Maio, Stafano Patuanelli e Federico D’Incà e i parlamentari tarantini del M5S. Presente, appunto, anche Lezzi: seppur leccese infatti, la senatrice si è intestata nelle settimane scorse la battaglia parlamentare che ha portato alla cancellazione dello scudo penale nel dl imprese, tra le motivazioni in seguito addotte da ArcelorMittal per recedere dal contratto sull’ex Ilva. Questa mattina, durante la riunione a Palazzo Chigi, il presidente del Consiglio ha tentato di ragionare sulla possibilità di reinserire lo scudo penale, “così da togliere ogni alibi – avrebbe spiegato il premier ai presenti – ad ArcelorMittal, anche in vista della battaglia legale che ci attende”. Ma Lezzi, già ministra nel primo governo Conte, sarebbe stata fermissima sul punto: “non lo voterò mai, puoi scordartelo”. Lo scontro viene descritto come molto duro. Tanto da indurre il premier a chiedere a Lezzi come faccia a non capire le ragioni dietro le quali si muove il governo, pronto a battere ogni strada pur di risolvere la situazione di Taranto. Le distanze sullo scudo penale sono state registrate anche nel corso della riunione di ieri tra i deputati M5S, con Nunzio Angiola, da un lato, che ha spiegato ai colleghi la sua posizione favorevole allo scudo, e altri colleghi pronti a far valere le loro ragioni, decisamente contrarie. In particolare, a scagliarsi contro Angiola sarebbero stati Giovanni Vianello e Gianpaolo Cassese. Intanto, è stato depositato l’atto di citazione che ArcelorMittal ha indirizzato ai commissari straordinari e con cui si chiede di recedere dal contratto di affitto dell’ex Ilva. A questo punto la causa verrà iscritta a ruolo, trasmessa alla sezione specializzata imprese del tribunale di Milano che poi l’assegnerà al giudice. Solo allora il titolare del fascicolo provvederà a fissare la prima udienza della causa. In particolare ArcelorMittal chiede in via principale di “accertare e dichiarare l’efficacia del diritto di recesso” e in subordine di dichiarare che lo stesso “si è risolto per sopravvenuta impossibilità” essendo venuto meno un requisito essenziale del contratto stesso.