Tragliatella, il no di un intero comprensorio

 

Dal 2019 al 2020: l’onda lunga un anno di proteste dei Territori

No alla discarica di Tragliatella,

tanti i motivi e tutti molto validi

No di Rete 126 e la Voce del no dei Gruppi M5S di Anguillara, Bracciano, Cerveteri, Fiumicino, Ladispoli, Manziana, Santa Marinella e Trevignano Romano

 

di Alberto Sava

 

Fin dalle prime ore dal suo insediamento il sindaco di Roma Virginia Raggi è costretta ad una gestione politico-amministrativa divisa su due fronti: affrontare le responsabilità dell’attuale e parallelamente occuparsi dell’eredità delle vecchie matasse, che vanno dai servizi ai trasporti. Regina dei grovigli, la gestione dei rifiuti. Una doverosa premessa: nessuno pensi ad un ‘cupit et assolvi’ di Virginia Raggi, sindaco in difetto di lungimiranza politica ma ben dotata di tenacia e determinazione. Delocalizzare la ‘monnezza’ non è una soluzione, ma solo la migrazione dei miasmi. Nel 2020 occorre un patto di volontà responsabile tra tutte le forze politiche del Campidoglio per affrontare, risolvere e gestire la complessità di un ‘pulito’ smaltimento dei rifiuti della Capitale. Per queste sacrosante ragioni si è levato un secco no, voce del patto di volontà collegiale per il rigetto dei territori dell’annuncio ‘tout court’ di venire a seppellire i rifiuti di Roma nell’ ennesima fossa delle tante che giù costellano tutti i punti cardinali della cinta romana.

 

Il quadrante nord-ovest

ha detto No alla discarica

di servizio a Tragliatella

Un no basato su diverse motivazioni: l’eccessiva vicinanza del sito agli insediamenti abitativi, il disperato tentativo di proteggere un territorio dedicato ad attività agricole e di allevamento, le ridotte volumetrie realizzabili che, lungi dal risolvere il problema, non farebbero altro che deteriorare un altro pezzo del territorio senza essere una soluzione, la coesistenza di altri siti  nel Nord-Ovest (Malagrotta, la più grande discarica d’Europa, al confine con Fiumicino, solo per citarne uno), che hanno solo devastato le campagne laziali senza risolvere il problema. Roma Capitale non può gestire i rifiuti con un approccio “standard”, perché da sola ospita circa il 48% della popolazione totale del Lazio e, se aggiungessimo i transiti giornalieri, arriveremmo al 74%, ed è quindi lampante che “il problema di Roma” è, in realtà, il “il problema del Lazio”. Oggi toccherà (forse) a Tragliatella, ma a breve la stessa “battaglia” dovrà essere combattuta di nuovo dai cittadini di qualche altro territorio del Lazio (o addirittura di qualche altra Regione italiana). E’ vero, ognuno deve fare la sua parte: e se è sacrosanto che Roma deve potenziare e migliorare la raccolta, ed i territori circostanti (tutti), devono in qualche modo supportare la Capitale nella gestione dei rifiuti, il primo e più importante attore è il Consiglio Regionale del Lazio, che deve ormai dare una risposta innovativa a quello che, dopo decenni di “non soluzioni”, è diventato un problema enorme. L’approccio anni ‘60, le soluzioni legate al ciclo politico del momento e la “logica delle cavallette”, che distruggono un territorio solo per poi spostarsi e distruggerne un altro, hanno fallito e questo fallimento è sotto gli occhi di tutti, e sulle spalle dei Cittadini delle zone in cui vengono “individuati i siti”. Ormai esistono le soluzioni e le tecnologie per dare una risposta sostenibile nel lungo periodo al ciclo dei rifiuti, occorre solo che una chiara volontà politica venga messa nero su bianco in un Piano Rifiuti Regionale innovativo e credibile. Fino a quando la soluzione sarà semplicemente quella di riempire una nuova buca, fino a quando la Regione non presenterà ai Cittadini un progetto serio e credibile, i Territori chiamati ad accogliere impianti (obsoleti e non risolutivi), non potranno far altro che dire NO ed opporsi in ogni modo possibile al progressivo e sistematico scempio della nostra Regione”.

 

Rete art.136 riconferma il No

alla discarica a Tragliatella

La Rete art. 136 Ambiente e Paesaggio, formata da 35 tra Associazioni, Comitati, Pro loco, dei comuni di Bracciano, Cerveteri, Fiumicino, Ladispoli è dalla parte dei Cittadini di Tragliatella che, a quanto si apprende dalla stampa, sarebbe la località che il Comune di Roma si appresterebbe ad indicare come sito per la discarica deinitiva di Roma. La crisi attuale è sostanzialmente una crisi legata alla gestione dell’indifferenziato che a Roma in tre anni non è diminuito di un chilo, al fallimento della differenziata nella Città eterna che si muove al passo della tartaruga. Come sempre da decenni, le istituzioni, Regione Lazio in testa, pensano di risolvere la perenne emergenza sulla gestione dei rifiuti scavando l’ennesimo buco in cui sotterrare i rifiuti, senza peraltro avere una minima pianificazione sull’impiantistica di supporto alla differenziata che cresce e che dovrebbe essere sostenuta da una rete impiantistica diffusa anche in quei comuni dove la differenziata ha raggiunto numeri ragguardevoli. Nessuno, a Tragliatella come in altri luoghi, dovrebbe vivere sotto la minaccia di una discarica o di un inceneritore, soluzione da molti invocata ma che rischia di essere una cura peggiore della malattia. Fosso Pietroso e Tragliatella Campitello, a troppi non dicono nulla, sono centri urbani inclusi nel PRG a 200 e 450 metri dal sito che la discarica, sito compreso nel perimetro “Valle del Fiume Arrone e del fosso di Santa Maria di Galeria” all’interno del PTPR – Aree agricole identitarie. A circa un chilometro dalla cava c’è scuola materna ed una comunità di recupero; attorno ci sono corsi d’acqua, fonti sorgive, beni sottoposti a vincolo archeologico e paesaggistico. E’ evidente che il sito non  basta osservare le mappe (soprattutto quelle aggiornate).Ma già nel 2017 avevamo annotato una piccola zona bianca a Tragliatella all’interno dell’infausta mappa delle aree idonee alla localizzazione di impianti di trattamento/smaltimento dei rifiuti predisposta dalla Città Metropolitana denunciando il rischio che, oltre l’area vasta di Pizzo del Prete, proprio Tragliatella potesse essere un bersaglio appetitoso, per questo inserimmo la zona nel perimetro nella nostra richiesta di dichiarazione di notevole pubblico artt. 136 e successivi del dlgs42/2004. Ma come sempre nel Lazio da vari anni sono i Cittadini che devono mettersi in movimento per impedire un ennesimo scempio, rispondere colpo su colpo a questa iniziativa delirante, già pronti ad attivarsi in tutti i modi, anche a  livello legale, qualora la Giunta Raggi col consenso della Regione Lazio procedesse con atti formali su questa strada. Supporteremo con tutte le nostre forze l’operato del neo costituito NO discarica a Tragliatella.

 

 

 

Discarica: la nota del Sindaco di Cerveteri Alessio Pascucci

“Tragliatella bocciata per inidoneità”

 

“L’inidoneità certificata per la discarica a Tragliatella conferma quanto abbiamo sostenuto insieme ai sindaci e ai comitati dei comuni coinvolti, ovvero che quell’area non poteva ospitare una nuova Malagrotta per i rifiuti della Capitale. È giunta l’ora che le istituzioni preposte la smettano con il solito rimpallo di responsabilità e decidano il destino dei rifiuti della Capitale, senza più pensare di risolvere il problema scaricando i disagi sui cittadini dell’area metropolitana di Roma”. Così in una nota Alessio Pascucci, sindaco di Cerveteri e consigliere di opposizione in Città Metropolitana. “Nei territori che amministriamo abbiamo chiesto sforzi enormi ai nostri concittadini per spingere la raccolta differenziata. A Cerveteri siamo oltre i 65% mentre Roma continua ad essere la maglia nera della nostra Regione. Alla sindaca Raggi – conclude Pascucci – consiglio di venire più spesso in Città Metropolitana perchè magari, con un pó di umiltà, potrebbe prendere esempio dai tanti comuni virtuosi, governati dal centrosinistra o dal centrodestra, che sulla gestione dei rifiuti stanno certamente più avanti rispetto allo scenario deprimente che ogni giorno ci offre la Capitale d’Italia”.