Taranto, scongiurato lo spegnimento dell’Altoforno 2 alla ex Ilva

Scongiurato lo spegnimento dell’Altoforno 2 dell’ex Ilva. Il Tribunale del Riesame di Taranto, in sede di appello, ha accolto il ricorso presentato dai commissari dell’Ilva in amministrazione straordinaria, annullando la decisione del giudice Francesco Maccagnano di respingere l’istanza di proroga dell’uso dell’impianto. L’Afo2 fu sequestrato nel giugno 2015 dopo l’incidente costato la vita all’operaio 35enne Alessandro Morricella, investito da una fiammata mista a ghisa incandescente. Il gup, da Riva nessuna frode, c’era progetto di rilancio – Non si “ravvisano quegli ‘indici di fraudolenza’ necessari a dar corpo” alla “prognosi postuma di concreta messa in pericolo dell’integrità del patrimonio dell’impresa, funzionale ad assicurare la garanzia dei suoi creditori”, ma c’era anzi un “progetto di rilancio”. Lo scrive il gup di Milano Lidia Castellucci in uno dei ‘capitoli’ delle motivazioni della sentenza con cui, lo scorso luglio, ha assolto Fabio Riva, uno dei componenti della famiglia ex proprietaria dell’Ilva di Taranto, dall’accusa di bancarotta per il crac della holding Riva Fire che controllava il gruppo siderurgico, prima che finisse in amministrazione straordinaria. La Procura di Milano, infatti, nei capi di imputazione per bancarotta aveva contestato tutta una serie di operazioni societarie che avrebbero generato “un illecito arricchimento” della famiglia Riva ai danni dell’Ilva (vennero effettuati sequestri di somme all’estero). Nelle oltre 100 pagine di motivazioni, però, il gup milanese boccia in toto la tesi dell’accusa. “Il contesto in cui l’impresa ha operato – scrive il giudice – caratterizzato da performance e risultati economici che hanno condotto la società a posizionarsi in vetta al mercato siderurgico europeo, e la enorme distanza temporale tra le condotte in contestazione (poste in essere nel ’95-’97) e lo squilibrio tra attività e passività, allocabile nel 2013, inducono a dubitare fortemente della effettiva messa in pericolo della garanzia dei creditori, elidendo il portato dannoso dell’azione”. Allo stesso modo, per il gup, un’operazione di “scissione” societaria, effettuata nel marzo 2012, non fu fraudolenta. Scissione che, in realtà, “rivelava un concreto intento di prosecuzione dell’attività imprenditoriale ed appariva funzionale” a porre le “basi per alleanze strategiche con soggetti terzi”. Il fatto, prosegue il giudice, che “tale progetto di rilancio non si sia verificato per l’avvenuto commissariamento ambientale di Ilva non priva” di “validità economica la scelta operata” dai Riva. Un gruppo di lavoratori dell’Ilva in amministrazione straordinaria (As) e aderenti all’Usb ha occupato dalle prime luci del mattino la bretella stradale tra il siderurgico ArcelorMittal e la raffineria Eni, nei pressi del varco mezzi pesanti, bloccando l’accesso ai cancelli. Protestano per il mancato rifinanziamento dell’integrazione salariale per oltre duemila cassintegrati.  Hanno occupato la sede stradale con alcune auto. Sul posto ci sono anche pattuglie della Polizia. Si tratta dei 1.600 lavoratori rimasti all’Ilva in Amministrazione straordinaria e attualmente in cassa integrazione straordinaria e dei lavoratori ArcelorMittal in cassa ordinaria (per un massimo di 1.273 operai la Cigo è stata prorogata il 30 dicembre per 13 settimane). I lavoratori hanno accesso piccoli fuochi sulla strada per riscaldarsi. Alcune autocisterne sono ferme e in attesa di disposizioni. Il sindacato di base Usb chiede il rifinanziamento dell’integrazione salariale al 10% per i cassintegrati e l’apertura di un tavolo di discussione sul Dl Taranto. Intanto entro oggi il Tribunale del Riesame di Taranto dovrà pronunciarsi sul ricorso dell’Ilva in As contro la decisione del giudice Francesco Maccagnano di negare la proroga d’uso dell’Altoforno 2 dello stabilimento siderurgico ArcelorMittal. Scade infatti il termine ordinatorio per il deposito del provvedimento. I giudici hanno deciso di prendersi tutto il tempo a disposizione per valutare la documentazione e la memoria integrativa presentata dai legali. L’impianto fu sequestrato nel giugno del 2015 dopo l’incidente costato la vita ad Alessandro Morricella, 35enne operaio di Martina Franca investito da una fiammata mista a ghisa incandescente mentre misurava la temperatura di colata dell’altoforno. L’impianto è ritenuto fondamentale per il ciclo produttivo del Siderurgico, che – in caso di rigetto del ricorso – avrebbe ripercussioni sul piano occupazionale e potrebbe influire sulla trattativa in corso tra governo e ArcelorMittal. Protesta tir in Sicilia contro caro navi  – E’ cominciata alle 7 di stamattina l’annunciata protesta indetta dagli autotrasportatori siciliani contro il caro navi. A Catania diverse decine di aderenti alle varie associazioni di categoria e del movimento dei Forconi, che hanno indetto la manifestazione, stanno presidiando l’ingresso Darsena del porto, vicino la zona del Faro Biscari. Non si registrano, al momento, rallentamenti nella circolazione stradale e nell’ingresso al porto.