Lo strano mistero dell’hotel Le Tamerici

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E’ uno dei misteri della storia recente di Ladispoli. Una vicenda sulla quale nessuno ha mai fatto completa chiarezza. Parliamo della chiusura, ormai da circa tre anni, de l’Hotel Le Tamerici di via dei Delfini, una splendida struttura a 4 stelle, elegante e funzionale, che donava un tocco di classe alla ricettività turistica proprio davanti al mare. Un hotel dotato anche di spiaggia privata che offriva una proposta esaustiva ai villeggianti in cerca di tranquillità e servizi eccellenti. Ubicato peraltro in posizione strategica, a due passi dalla preziosa riserva naturale del bosco di Palo Laziale. Era stato adoperato come location anche per convegni, conferenze stampa ed incontri congressuali. Senza dimenticare che una vecchia convenzione stipulata come Comune prevedeva che la piscina potesse essere utilizzata dai bambini delle colonie marine estive.

 

Dal 2017 l’albergo è mestamente chiusa, da un giorno all’altro il cancello è stato sbarrato, si è arrugginita anche l’insegna. Sussurri e grida si sono rincorsi per molto tempo, ipotizzando problemi di gestione, crisi economica e perfino rapporti non più buoni con il Comune. Tutte illazioni mai confermate, unico dato reale è che ora passeggiando sul lungomare Marina di Palo sale tanta tristezza nel vedere un hotel di tale livello in preda all’abbandono. Al brutto epilogo si era arrivati, oltretutto, tra molte polemiche dopo che la passata amministrazione aveva approvato l’ampliamento del complesso per circa 300 metri quadri. Il piano votato dal Consiglio comunale ed adottato a norma per il decreto Bersani,  aveva ottenuto il disco verde nella Conferenza dei Servizi da parte di Regione Lazio e Soprintendenza ai Beni Archeologici e Paesaggistici. Il progetto prevedeva un nuovo ristorante su un unico piano costruito per lo più in vetro e metallo, con un aumento di cubatura ottenuto in parte abbattendo piccoli edifici preesistenti. Previste anche nuove dieci camere e la riqualificazione del verde nell’area adiacente. Un vasto progetto che l’attuale sindaco di Ladispoli, Alessandro Grando, aveva contrastato quando sedeva tre anni fa sui banchi dell’opposizione. Secondo Grando infatti una struttura realizzata e condotta per decenni come colonia marina per bambini, non poteva essere trasformata in un albergo venendo meno alle volontà testamentarie del sacerdote che l’aveva creata. Contrasti ormai dimenticati alla luce della chiusura delle Tamerici, evento che da tempo provoca anche le proteste dei residenti della zona che temono fortemente che i grandi locali abbandonati possano diventare comodo rifugio per sbandati, drogati ed ubriaconi. E’ molto facile infatti scavalcare dalla recinzione che si affaccia sul mare.

 

La recinzione che si affaccia sulla spiaggia

Senza dimenticare che l’erba molto alta che troneggia nella struttura potrebbe diventare pericolosa in caso di incendi estivi causati anche dall’auto combustione. La speranza è che qualcuno possa rilevare questo magnifico hotel che si affaccia sul tratto di costa dove transitò e forse morì Caravaggio, riportandolo a nuova vita per il rilancio dell’offerta turistica di Ladispoli. La città ed il suo mare meritano un albergo di altissimo livello, speriamo che qualcuno vada a bussare alle porte del Sacro Colle che sembra essere il proprietario delle Tamerici.

(foto di Felicia Caggianelli)

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