Educazione alla  legalità al cinema Moderno di Cerveteri:“La paranza dei bambini”

 

Giornata di crescita per le classi dell’ISIS Di Vittorio del corso AFM. Al cinema “Moderno” assisteranno a “La paranza dei bambini”, film vincitore dell’Orso d’Argento per la sceneggiatura e tratto dall’omonimo romanzo di Roberto Saviano. Gli sceneggiatori sono Maurizio Braucci e Roberto Saviano, il regista Claudio Giovannesi e l’ interprete principale il giovane Francesco di Napoli, nel film Nicola. Scrive Saviano, nell’introduzione del suo romanzo: ”Non sono mostri, non sono esseri marci, sono ragazzi a volte addirittura geniali, con famiglie normali. Sono ragazzi che vivono in un mondo che bara continuamente, che parla di merito laddove c’è privilegio, d’impegno laddove c’è soltanto truffa, sotterfugio”. Gli alunni si troveranno di fronte a una realtà drammatica, a una storia di adolescenze rubate, strappate, infrante, truffate sulle strade delle periferie di Napoli e dei rioni più degradati. Nel gergo camorristico “paranza” significa criminale ma il termine ha origini marinaresche e si riferisce al nome di quelle barche che vanno a caccia di pesci e li catturano ingannandoli con la luce. Come in una metaforica paranza, i protagonisti (Nicola, Tyson, Biscottino, Lollipop, O’Russ e Briato) sono tanti pesciolini che vengono attirati in una rete da tutto ciò che sembra loro brillare. Gli attori interpretano il ruolo di ragazzi accecati da guadagni troppo facili, dal pensiero di possedere oggetti firmati e alla moda, dall’idea di poter decidere anche per gli altri, di comandare, di essere il più forte. Giocano con le armi e percorrono il rione Sanità con il loro scooter. E’ breve il passo che li condurrà alla camorra. Saviano apre il romanzo da cui è tratto il film con la dedica: “Ai morti colpevoli. Alla loro innocenza”, una dedica forte, che colpisce e invita tutti a fare silenzio. E a riflettere. I ragazzi presentati nel film, attirati nelle spire della camorra, non hanno più alcun tipo di scrupolo. L’eterno dissidio tra Bene è Male è stato da loro risolto, la linea di confine è stata ormai varcata: sono ormai parte integrante, a volte inconsapevole, di quel tessuto sociale criminale nel quale sono vissuti. La vita di questi adolescenti – bambini, fragilissimi, si consuma in strada ed è in strada che essi imparano o credono d’imparare. In fondo, Roberto Saviano, dipingendo l’esistenza di questi giovanissimi, narra di una grande illusione che ha un esito drammatico. L’iniziativa di portare i nostri alunni a vedere tale film nasce nell’ambito del progetto sulla legalità fortemente sentito nel nostro Istituto.

Maria Di Carlo