Un medico di Ladispoli multato a Cerveteri durante visita di emergenze

A proposito di “fare cassa” le rimostranze di un noto medico per il trattamento ricevuto dalle istituzioni cittadine

Un medico di Ladispoli multato

a Cerveteri durante visita di emergenze

 

Riceviamo e pubblichiamo – Egregio Sig. Direttore le scrivo affinchè quanto successo al sottoscritto non possa succedere ad altri e chi di dovere attui delle norme ben precise a cui far riferimento nell’evenienza dei fatti soprattutto da chi è delegato a far rispettare delle disposizioni e difendere il cittadino. Comunque veniamo al fatto. Sono un medico di medicina generale ed in data 16/10/2019 alle ore 12.30 sono stato contattato telefonicamente per una visita urgente. A quell’ ora non è stato possibile posteggiare l’autovettura in zona autorizzata perché tutto “esaurito”, per cui sono stato costretto a lasciare la mia macchina in Via Roma (presso civico 24) davanti ad una transennna posta per evitare l’accesso ad autoveicoli ma comunque ben lontano dall’intralciare il traffico veicolare e pedonale, tenendo presente comunque che si trattava di un parcheggio temporaneo. Al termine della visita (30-35’) rilevato il verbale per divieto di sosta nonostante era esibito in bella vista sul parabrezza l’autorizzazione rilasciata dall’Ordine dei Medici di Roma e provincia: ed esponeva anche il motivo del non corretto posizionamento della propria autovettura per una visita domiciliare “urgente” l’autovettura non intralciava il traffico ed un medico senza dubbio se salvare una vita umana o subire una multa sceglie sempre la prima opzione ma questo però sembra non interessare quei zelanti vigili urbani che hanno così a cuore il rispetto del codice da farsi sfuggire le deroghe in esso previste, come quello dello stato di necessità: l’unica colpa è quella di aver provvisoriamente parcheggiato in modo irregolare mentre era intervenuto a prestare soccorso ad un vostro concittadino. Il comportamento degli agenti contattati questa mattina in via Friuli 7 sicuramente è la diretta conseguenza della esigenza di fare “cassa”. Nello svolgere il proprio compito il medico è equiparato a pubblico ufficiale e non è punibile secondo quanto stabilito dal codice della strada (lex 689/1981 articolo 4) che recita “…….non risponde delle violazioni amministrative chi ha commmesso il fatto nell’adempimento di un dovere o nell’esercizio di una facoltà legittima ovvero in stato di necessità o legittima difesa”. Tutto lascia supporre che chi di dovere non ha adottato alcuna regolamentazione al riguardo ed in attesa della quale basta far riferimento alla circolare del Ministero dei Trasporti n. 66 del 17.07.1995 che ha ammesso il principio dell’ammissibilità dell’annullamento dei verbali emessi per autotutela (auto-dichiarazione). A proposito di quanto sopra gli agenti contattati in data 31.01.2020 non hanno voluto sentir ragioni nonostante la documentazione presentata (auto-dichiarazione,copia tessera Ordine dei Medici, copia parcheggio rilasciata dallo stesso ordine) mettendo in discussione quanto il sottoscritto dichiarava e richiedendo altra documentazione che il sottoscritto non può presentare per non incorrere ad altri provvedimenti disciplinari ( è violazione del segreto professionale rivelare il nome della persona soccorsa senza il permesso della stessa; l’urgenza della visita medica è possibile dichiararla dopo la visita stessa e non al momento dell’arrivo; nel momento di necessità il paziente non è obbligato a chiamare il 118 ma interpella l’operatore sanitario fiduciario). Quanto ESPOSTO (la multa è stata regolarmente pagata) possa servire a chi di dovere ad emanare delle norme organizzative onde far riferimento in caso di conflitto interpretativo. Per quanto mi riguarda la questione nei confronti della Polizia Municipale la chiudo qui, anche se mi sembra un trattamento non congruo e quello che più dispiace aver l’impressione di essere tacciato come un cittadino che “ci prova” adducendo motivazioni non veritiere”.

Dott. Marco Giacomini