Sondaggi, il Pd torna sopra il 20%, prosegue la crescita di Fratelli d’Italia, arretra la Lega

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Gli ultimi giorni sono stati gravidi di eventi che potrebbero portare a un peggioramento dei rapporti tra le forze politiche: sia all’interno della maggioranza, con le tensioni sulla riforma della prescrizione; sia tra maggioranza e opposizione, dopo il via libera del Senato alla richiesta di autorizzazione a procedere contro Matteo Salvini per sequestro di persona nel caso Gregoretti. Per comprendere fino in fondo questi episodi, è opportuno tenere a mente quali sono i rapporti di forza fotografati dai sondaggi e le tendenze emerse nell’ultimo periodo. Vediamo innanzitutto cosa dice Supermedia sulle intenzioni di voto: anche questa settimana si registra un lieve arretramento (-0,3) della Lega, che però resta il primo partito sopra il 30%; il Partito Democratico accorcia ancora un po’ le distanze, riducendo a meno di dieci punti il suo ritardo dal partito di Salvini e crescendo di oltre un punto nelle ultime due settimane; continua il momento difficile del Movimento 5 Stelle (14,3%) e quello positivo di Fratelli d’Italia (11,5%, nuovo record), separati ormai da meno di tre punti. Tutti gli altri partiti sembrano stabili o in leggera flessione.Per il Movimento 5 Stelle l’attuale congiuntura sembra particolarmente complicata: le dimissioni di Luigi Di Maio da capo politico (sostituito da Vito Crimi) e la pesante sconfitta in occasione delle elezioni regionali in Calabria e in Emilia-Romagna hanno avuto conseguenze tangibili sull’immagine del partito agli occhi degli elettori. Forse è anche per questo motivo che il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede (M5S) da settimane insiste a non voler fare passi indietro sulla sua riforma della prescrizone, nonostante le critiche provenienti da una pluralità di osservatori e soprattutto le tensioni che questa riforma sta causando all’interno della maggioranza.Mai come oggi, il M5S sembra intenzionato a non mostrare alcun cedimento. E il motivo, se si guarda alla curva dei consensi in questa legislatura, è piuttosto evidente: ad oggi il Movimento risulta in caduta libera, ormai doppiato da quell’insieme di forze che alle Politiche 2018 costituivano la coalizione di centrosinistra, le stesse che in quell’occasione accusarono un ritardo di circa 10 punti dal M5S.

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