Presentato a Cerveteri il progetto “Città della Cultura 2020” della Regione

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In un palazzo Ruspoli gremito, è stato presentato sabato pomeriggio il progetto “Città della Cultura 2020 della Regione Lazio”, che vede coinvolte Cerveteri, Santa Marinella, Tolfa e Allumiere. I comuni vincitori del bando, che hanno ovviamente inviato le loro cariche istituzionali, avranno dunque l’obiettivo di porre la Cultura al centro dei loro progetti e ciò pare chiaro già dalle intenzioni dell’assessore Battafarano, che auspica che i cittadini diventino parte attiva della cultura cittadina e che possano accrescere il patrimonio culturale del comune in cui vivono grazie alla condivisione delle loro conoscenze terriroriali e tradizionali. Dalla Regione invece arriva soddisfazione, espressa dal vicepresidente Leodori, che parla di sinergia tra realtà vicine e di collaborazione nuova, in controtendenza con l’egoismo che aveva caratterizzato gli anni precedenti. Un vero rilancio per il settore culturale secondo Leodori, che testimonia la maturità di amministrazioni diverse ma focalizzate su un unico obiettivo. Proprio da Tolfa, Allumiere e Santa Marinella arrivano i messaggi più importanti, come specificato dal Sindaco della Perla del Tirreno, Pietro Tidei che precede la costruzione di “un qualcosa di grandioso”, parlando ancora una volta dell’importanza del fare rete sul territorio. “Abbiamo ufficialmente aperto l’anno della Città della Cultura della Regione Lazio 2020 – ha detto l’assessore Federica Battafarano – Non so descrivervi la grande emozione provata, la soddisfazione e l’orgoglio. Questo è il risultato di un lavoro straordinario, di squadra, frutto della passione e dell’impegno quotidiano. Voglio ringraziare tutte le autorità presenti e soprattutto la cittadinanza tutta, vera protagonista di questa nuova progettualità. Buon anno della Cultura a tutti noi!”. A margine della presentazione di Cerveteri capitale regionale della Cultura il sindaco cerite Alessio Pascucci ha spoiegato perché all’appello manca Ladispoli. “Quando si fa un progetto non si chiudono mai i confini, non si può guardare avanti limitando i territori. Da settimane si parla spesso della riunificazione fra Cerveteri e Ladispoli che peraltro mi trova assolutamente d’accordo. Per noi Santa Marinella, Tolfa e Allumiere hanno una comunanza culturale diretta ma ad esempio, la candidatura che stiamo preparando per la nazionale di Cerveteri capitale della cultura d’Italia 2021 è aperta a tutti i comuni del comprensorio. Quindi non consideriamo Ladispoli un comune fuori confine ma uno incluso all’interno di questo grande progetto. Non a caso oggi abbiamo invitato anche l’amministrazione di Ladispoli”. A proposito della candidatura nazionale: quante possibilità ci sono che la proposta venne accolta. Secondo Pascucci “una possibilità su 44. Ci sono 44 città che si stanno contendendo questo titolo che non è mai stato vinto da una città della nostra dimensione. Non sono uno che partecipa, gioco per vincere le competizioni e alcuni anni fa non era neanche pensabile che Cerveteri partecipasse. Oggi per tutti è normale che presentassimo la candidatura e qualcuno iniziano a pensare anche che abbiamo delle carte per giocarci questa partita. Vogliamo lavorare con quelli più grandi perché vogliamo imparare e per noi sarà comunque la base di un lavoro che prescinde dal risultato. Intanto puntiamo alla short list”.

 

Leodori: “Grande motore per lo sviluppo”

“Cerveteri, che nel 2004 ha ottenuto il riconoscimento Unesco per la Necropoli della Banditaccia, continua giustamente a scommettere sul proprio patrimonio culturale come importante motore di sviluppo”. Lo ha detto il vice presidente della Regione Lazio, Daniele Leodori alla cerimonia inaugurale di “Cerveteri Città della Cultura della Regione Lazio” che si è svolta a Palazzo Ruspoli. “Una scommessa, una sfida anche per la Regione Lazio che, prima in Italia, ha istituito il riconoscimento di Città della Cultura regionale nel 2016, sul modello europeo e su quello italiano di Capitale della Cultura. Un’azione che – ha aggiunto Leodori –  con lo stanziamento di un contributo regionale di 100mila euro vuole stimolare la crescita economica e la coesione delle comunità attraverso lo sviluppo culturale e la valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici. Per il bando del 2020, sono state 23 le domande pervenute con 92 soggetti coinvolti tra Comuni, Comunità montane e altre formazioni”. “Gli esempi di Matera, Capitale europea 2019 e di Parma Capitale della cultura italiana per il 2020 dimostrano la capacità di questo modello di suscitare energie, mettere in rete tanti soggetti e istituzioni che si occupano di beni e attività culturali, sperimentare nuove strategie di governance e gestione. Una strategia che non può prescindere dalla costruzione di reti, tra Comuni, associazioni, imprese, musei, istituzioni culturali, e dal coinvolgimento delle comunità locali, che – ha concluso Leodori – come dimostrato dal progetto Civitart di Cerveteri, sono i veri protagonisti di questa rinascita”.

 

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