Questo venerdì in Sala Ruspoli appuntamento con l’ANPI Cerveteri-Ladispoli e “Gramsci Oggi”

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“Non siate indifferenti” ma partecipate. E’ un invito “gramsciano” per una serata dedicata ad un grande intellettuale del ‘900 più che mai in sintonia col presente. La Sezione ANPI di Ladispoli Cerveteri ha organizzato per venerdì 21 febbraio alle ore 18, a Cerveteri nella Sala Ruspoli in Piazza Santa Maria, una Conferenza sul tema “Gramsci OGGI, l’impegno, il pensiero, l’attualità.” L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Cerveteri; aprirà i lavori il Segretario della sezione Antonio Romano, interverranno il Sindaco Alessio Pascucci e l’Assessore alla Cultura Federica Battafarano mentre sarà compito del relatore, dr. Marco Saltamerenda, introdurre la platea nell’universo di un uomo che pur nella sofferenza trovò il coraggio e la forza per lasciare con i suoi scritti una traccia indelebile. Antonio Gramsci (1891-1937) si spegne dopo undici anni di prigionia. In quel periodo di dura detenzione, voluta dal regime fascista, scrive 32 quaderni di studi filosofici e politici definiti “una delle opere più alte e acute del secolo, pubblicati da Einaudi nel dopoguerra. Sono noti come i “Quaderni dal carcere” e godono tuttora di innumerevoli traduzioni e di altissima considerazione nel mondo”. Marco Saltamerenda è giovane come tutti gli altri componenti  il tavolo della Conferenza, gli abbiamo chiesto: Quale attrattiva può esercitare Gramsci sulle nuove generazioni?:  “Studiare Gramsci oggi significa trovare un approccio critico e attuale alla contemporaneità. Nonostante sia passato un secolo dall’attività filosofica e politica di Gramsci, la sua capacità di analizzare il presente e di anticipare il futuro ancora coglie nel segno. Per fare degli esempi: La teoria dell’egemonia può essere facilmente adattata allo studio dell’influsso di internet e dei cosiddetti “big data” sulla società e la politica attuale. Invece l’analisi che Gramsci fa degli intellettuali italiani, cosmopoliti e lontani dal popolo, ci restituisce una sana capacità di critica ed autocritica per contrastare il populismo che vuole le masse ignoranti in balia dell’uomo forte al comando. Infine – conclude Saltamerenda – studiare Gramsci oggi ci restituisce la voglia di partecipare e dire la nostra perché, come insegna l’autore, mantenendo un sano “pessimismo dell’intelligenza, ottimismo della volontà” non bisogna mai e poi mai rimanere indifferenti.” Sezione ANPI Ladispoli Cerveteri

 

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