Pascucci presenta il conto dell’Iva a Grando

Trasporto Pubblico Integrato: esplode la guerra dei crediti tra Cerveteri e Ladispoli

Pascucci presenta il conto dell’Iva a Grando

Il Comune etrusco chiede oltre 200mila euro di rimborso ai cugini della città balneare. Se palazzo Falcone non salderà il debito la questione finirà in tribunale

 

Già nei mesi scorsi, mentre la città balneare puntava il dito contro i cugini etruschi, dal loro canto dall’amministrazione comunale di Cerveteri puntavano i riflettori sul mancato versamento di circa 200mila euro da parte di Ladispoli per il Trasporto pubblico locale integrato. Nel Tpl, infatti, mentre i chilometri percorsi dai mezzi vengono coperti dalla Regione Lazio, l’Iva rimane a carico delle amministrazioni comunali. Essendo la città etrusca il comune capofila spetta a quest’ultima il pagamento dell’Iva all’ente preposto. Soldi che poi, in parte, dovrebbe recuperare dal comune partner. In questo caso, Ladispoli. Ma a quanto pare, dall’avvio del servizio, la città balneare non avrebbe mai pagato la sua metà, lasciando a Cerveteri l’onere di sobbarcarsi l’intero costo del servizio. E ora da Cerveteri arriva il sollecito di pagamento a palazzo Falcone. L’amministrazione comunale etrusca avrebbe inviato nei giorni scorsi all’amministrazione del sindaco Alessandro Grando il sollecito di pagamento dell’Iva per le spese previste e sostenute per la convenzione del trasporto pubblico integrato, per un ammontare di oltre 200mila euro, interessi esclusi. Da qualche anno infatti i due comuni del comprensorio condividono il trasporto pubblico locale che ha così permesso alle due città di poter andare a coprire delle tratte che singolarmente non avrebbero potuto garantire ai cittadini. Capofila del progetto, al momento, è proprio il Comune di Cerveteri. Tra i soldi che Ladispoli deve ai cugini etruschi ci sarebbero anche quelli relativi al pagamento dell’Iva relativi alla tratta sperimentale che collegava i due comuni all’aeroporto di Fiumicino. Ora, il comune di Cerveteri, stanco di attendere segnali positivi dai vicini di casa, sono determinati a ricorrere alle maniere forti. Qualora il Comune di Ladispoli non ottemperi al pagamento delle spettanze entro 30 giorni dal ricevimento del sollecito di pagamento, l’amministrazione comunale di Pascucci si dice pronta a ricorrere alle vie giudiziarie.