Addio a Pietro Nardocci, Ladispoli piange una figura carimastica del calcio

Una corsa in ospedale da dove non uscirà in più. Pietro Nardocci è morto lunedì a causa di un arresto cardiaco lasciando nel dolore amici e famigliari. Aveva 48 anni, è stato fin da giovane appassionato di calcio, ricoprendone incarichi dirigenziali a partire dalla Virtus Ladispoli, Atletico Ladispoli, Us Ladispoli e Cerveteri. “Nardoccione” come era soprannominato era molto conosciuto a Ladispoli, appartenendo a una famiglia storica, caposaldo della città tirrenica. Simpatico, carismatico e generoso, era considerato un personaggio burlone amato da tutti. La sua passione per il calcio dilettante era viscerale, andava oltre ogni regola. Seguiva il Civitavecchia, occupava un ruolo dirigenziale per l’amicizia che lo legava  all’allenatore Caputo. Alla notizia della sua scomparsa la notte scorsa il tam tam sui social è stato virale, sono arrivate condoglianze da ogni dove. Gli amici, quelli più stretti, lo hanno ricordato con delle frasi spezzanti. “L’avevo sentito il pomeriggio come quasi tutti i giorni – ha detto Pietro Bosco – non mi sembra ancora vero è morto un grande amico, una persona con la quale ho vissuto momenti della vita sportiva molto profondi. Sarà difficile dimenticarti”.

 

Il sindaco Grando ‘saluta’ Pietro Nardocci

Anche il sindaco Alessandro Grando ha affidato al proprio profilo social il suo dolore: “Oggi Ladispoli si è risvegliata con un grande senso di tristezza per la prematura scomparsa del nostro concittadino Pietro Nardocci. Pietro era una persona che amava stare in compagnia, dotato di una simpatia unica nel suo genere, appassionato come pochi di calcio, a cui aveva dedicato gran parte della sua vita. Sentite condoglianze alla famiglia Nardocci e a tutti i suoi cari. Ci mancherai Pietro, riposa in pace”.