Fl5, un pendolare: “Costretto a usare l’auto per i pochi treni disponibili”

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Fl5, un pendolare: “Costretto a usare

l’auto per i pochi treni disponibili”

 

Un pendolare che fa riferimento alla stazione di Cerveteri Ladispoli: “Sono un pendolare della tratta Cerveteri/Ladispoli – Roma Termini che nonostante tutto, deve continuare a lavorare, prestando io servizio negli uffici amministrativi di una Azienda Sanitaria e svolgendo una funzione che non mi permettere di lavorare da casa. In questo periodo di emergenza e paura, Trenitalia ha deciso di rimodulare gli orari e, conseguentemente, di aumentare il rischio contagio di chi come me è costretto a continuare a viaggiare per svolgere il proprio lavoro. Difatti dalla stazione di Ladispoli/Cerveteri da Lunedì mattina mi ritrovo un solo treno utile per recarmi al lavoro, ovvero alle ore 06:23, perchè il successivo è direttamente alle ore 09:05! Potete immaginare voi la moltitudine di passeggeri che contiene il primo treno, in quanto non ve ne sono altri per potersi recare a Roma! Sono costretto da questa sciellerata scelta dell’azienda di trasporti a recarmi in auto, perchè il rischio di contagio è davvero troppo alto. Se io garantisco al mio nucleo familiare (costituito, per altro, da una moglie costretta per patologia cronica ad una cura di fondo basata su immunosoppressori ed un bambino) la loro incolumità dotandomi di tutti gli strumenti di protezione individuale reperibili sul mercato, perché una società statale, perchè questo è Trenitalia, mette a rischio non solo me ed il mio nucelo familiare ma anche le migliaia di passeggeri costretti a viaggiare per lavoro aòl fine di garantire la continuità lavorative alle rispettive aziende? Perchè dopo aver pagato l’ennesimo abbonamento che, in relazione a quanto offerto, è sempre troppo caro, sono costretto a prendere la mia auto e recarmi a lavoro, spendendo ulteriori soldi in carburante? Infine, ed è forse la vera domanda che mi pongo, perchè lo stesso Stato che da un lato applica misure restrittive e cautelative a salvaguardia della mia salute, dall’altra parte non si rende conto che, attraverso una sua società, mette a rischio la salute dei suoi cittadini?”

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