Igiene Urbana Cerveteri, la Cgil chiede una ulteriore riduzione dei servizi

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Medici, infermieri, commessi di supermarket, farmacisti. Questi i veri eroi di questa emergenza sanitaria nazionale più volte ringraziati anche attraverso i mezzi di comunicazione di massa. Ma c’è un’altra categoria che, nonostante il rischio contagio, nonostante la carenza di dispositivi di protezione per fronteggiare il problema, ogni giorno esce di casa per rendere un servizio alle città: i lavoratori del servizio di igiene urbana. Ed è proprio su di loro che si focalizza ora l’attenzione dei rappresentanti sindacali, per chiedere maggiori tutele. «Molteplici sono le difficoltà che stiamo riscontrando, dalla puntuale e appropriata fornitura dei dispositivi di protezione ad una più adeguata e attenta organizzazione del lavoro che favorisca opportuni livelli di protezione da contagio». A parlare è il responsabile igiene ambientale della Fp Cgil Roma e Lazio, Roberto Meroldi (che in questo periodo ha rinunciato al distacco sindacale rientrando in produzione per supportare i suoi colleghi Ama “in trincea”). Al centro dell’attenzione i lavoratori di Camassa e Asv che in questi giorni stanno continuando a operare. «Constatiamo con forte preoccupazione la complessità che l’azienda ha nel reperire materiale per fronteggiare tale situazione, difficoltà che spinge se pur involontariamente Camassambiente anche a “goffi” tentativi sulle misure di contenimento che vanno costantemente ricercate e agite». Non solo. Per Meroldi, nonostante l’amministrazione comunale e la ditta abbiano recepito diverse delle richieste fatte dal sindacato e dai lavoratori (la riduzione dei servizi per cercare di tutelare al massimo la salute dei lavoratori), si potrebbe fare ancora molto di più. «I servizi – ha spiegato Meroldi – vanno ulteriormente ridotti, soprattutto quelli che oggi riteniamo debbano essere concordati e momentaneamente considerati marginali, senza che nessuno intraprenda forzate iniziative di compensazione e/o di rafforzamento dei servizi che restano in essere, condizione che accrescrebbe la già difficilissima situazione, che i lavoratori stanno faticosamente affrontando». Dopo lo stop alle isole ecologiche itineranti e all’apertura dell’isola ecologica sulla Settevene Palo, altri servizi dovrebbero, per i sindacati, avere una riduzione come ad esempio lo spazzamento tramite soffioni. E per cercare di fare il punto della situazione, la Cgil ha inoltrato proprio nei giorni scorsi una richiesta di incontro (in via telematica) all’amministrazione comunale e alla Camassa. Meroldi, infine, punta il dito contro gli «strumentali annunci locali di carattere politico», considerati «incomprensibili e che in un momento senza precedenti storici come questo» sono «privi di ogni senso di responsabilità» e che non «indicano alcuna soluzione» per la risoluzione del problema.

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