Emergenza coronavirus, la rabbia di Mara Carfagna: “Basta con lo stillicidio delle notizie contradditorie”

“Il Paese sta vivendo un momento drammatico e nel frattempo si susseguono indicazioni contraddittorie, previsioni smentite dalle stesse autorità che le formulano, ordini impartiti e revocati nel totale disinteresse per l’impatto, anche emotivo, che hanno sui cittadini. C’è il dovere di chiarire, subito, se l’apparato pubblico è in grado di fare fronte, in che tempi e in che modi, alle necessità del reopen. Il sospetto è che le scadenze vengano costantemente allungate per la difficoltà di reperire mascherine per tutti, respiratori per chi ne ha bisogno, efficace assistenza per i contagiati domestici”. Lo afferma Mara Carfagna, vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia. “A soli due giorni dalla comunicazione del presidente del Consiglio Conte sulla proroga del lockdown fino al 13 aprile, il capo della Protezione civile Angelo Borrelli spiega, peraltro in una intervista radiofonica, che il blocco proseguirà quasi certamente oltre il primo maggio e che la data di uscita dalla quarantena collettiva potrebbe essere spostata addirittura al 16 maggio, cioè fra quarantatré giorni. Tutto ciò è intollerabile”, accusa Carfagna. “Gli italiani hanno concesso al governo poteri quasi illimitati -ricorda la presidente di ‘Voce libera’- si sono sottomessi alle sue indicazioni, hanno reagito con enorme generosità agli appelli per la ricerca di medici, infermieri, donazioni in denaro, mentre vedevano la conta dei morti aumentare al ritmo di centinaia al giorno. Non possono essere sottoposti a questo stillicidio quotidiano di comunicazioni contraddittorie. Basta con questa sciagurata faciloneria, provate a pensare cosa accade nelle case di 60 milioni di cittadini ogni volta che smentite una disposizione o cambiate una data”.