Didattica a distanza, a Ladispoli “buona la prima”

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Alunni e docenti impegnati dall’inizio dell’emergenza coronavirus nelle lezioni a distanza

Didattica a distanza, a Ladispoli “buona la prima”

 

Da un giorno all’altro si sono ritrovati a casa, davanti a un pc, un tablet o semplicemente un cellulare a spiegare la lezione di italiano o matematica, guardando i propri alunni solo attraverso uno schermo. Con l’emergenza sanitaria nazionale a cambiare è anche la didattica. Tra chi ha dovuto apprendere le regole basilari dello smart working ci sono sicuramente gli insegnanti e gli alunni. Sicuramente non erano pronti a catapultarsi da un giorno all’altro in questa nuova esperienza, ma ognuno di loro sta dando il massimo. E lo si può fare grazie anche all’impegno della scuola di fornire, grazie anche ai finanziamenti elargiti dal Miur, i dispositivi elettronici necessari (tablet o pc) agli studenti che ne sono sprovvisti. A dirlo è il dirigente scolastico della Corrado Melone, Riccardo Agresti. «Già da quel famoso mercoledì, quando già se ne stava iniziando a parlare – ha raccontato – alcuni professori hanno iniziato ad organizzarsi». Meglio o peggio delle lezioni in classe? «La lezione in classe non si può sostituire – ha risposto esplicitamente Agresti, ma sicuramente un vantaggio c’è: i professori stanno imparando a usare l’informatica». E si lavora anche di più rispetto a prima. Si passa dalle lezioni collettive, con i ragazzi virtualmente tra i banchi di scuola ad ascoltare l’insegnante spiegare, alle lezioni individuali, in particolar modo alle elementari dove gli insegnanti dedicano del tempo a ciascun alunno singolarmente. Una cosa però è certa, soprattutto per quei ragazzi di terza media che quest’anno dovrebbero sostenere l’esame, ma anche per tutti gli altri: «Sarebbe comodo tornare anche 10 giorni prima della chiusura dell’anno, tra i banchi di scuola – ha detto Agresti – Dato che queste lezioni effettivamente non esistono non possono essere usate per le valutazioni. Se si rientrasse a scuola si potrebbe effettuare una valutazione per convalidare i voti di questo periodo». Per gli esami di terza media si attende di conoscere la decisione del Ministro dell’istruzione a tal proposito. Stessa situazione alla Don Milani di Cerveteri, dove però, i problemi sono legati in particolar modo alla connessione internet. Nella frazione la connessione va e viene e non sempre i ragazzi riescono a seguire perfettamente la lezione. Ma anche in questo caso, come ha testimoniato il dirigente scolastico, i docenti e gli alunni stanno dando il massimo. Grande sforzo anche da parte dei docenti della Ladispoli 1 della dirigente scolastica Enrica Caliendo. «I docenti stanno facendo un grande sforzo – ha detto – Stanno usando le varie piattaforme cercando di tenere anche conto delle indicazioni del garante della privacy» e grazie alle schede di monitoraggio compilate quotidianamente anche la dirigente scolastica riesce a stare di pari passo alle lezioni, intervenendo subito là dove dovessero presentarsi dei problemi. Anche in questo caso è la scuola stessa a fornire ai ragazzi sprovvisti di dispositivi informatici, gli strumenti per poter seguire le lezioni. E a essere soddisfatti del lavoro svolto sono anche gli stessi insegnanti. Non solo confronto e collaborazione tra docenti, ma anche coinvolgimento dei genitori che partecipano «individuando i materiali realizzati dai bambini, facendosi portavoce delle loro richieste. Tutta la comunità dell’istituto comprensivo Ladispoli 1 – ha detto Miceli – ha fatto e sta facendo enormi sforzi con dedizione, flessibilità, spirito di iniziativa, condivisione e competenza».

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