Ida Benucci (Confimprese Roma area metropolitana)va all’attacco: “Minata la fiducia di migliaia di imprenditori. Quasi esaurito il tempo per salvare le imprese, poi sarà il default”

“I rinvii delle aperture per negozi, ristoranti, bar e strutture ricettive e del turismo, porteranno alla chiusura di migliaia di aziende e moltissime di queste nella Capitale”. E’ quanto dichiara in una nota la Presidente di Confimprese Roma area metropolitana, Ida Benucci. “La cosiddetta Fase Due, ovvero quella che doveva essere la ripartenza per il Paese, è ancora incerta ed a tratti anche poco comprensibile e mina la fiducia dei tanti imprenditori che fino ad ora hanno resistito, tenendo in piedi, malgrado tutto, le loro attività. A rendere ancor più drammatica la situazione sono anche le notizie che ci arrivano da tanti associati, che lamentano come gli ammortizzatori sociali per i loro dipendenti, non siano ancora scattati. Ritardi colpevoli che rendono difficili, ed in alcuni casi impossibile la vita di tante famiglie. In questo quadro non servono a nulla i prestiti garantiti dallo Stato, perché in assenza di incassi, servirebbero soltanto a ripianare le esposizioni con le banche. Tutto questo provocherà la perdita di migliaia di occupati in tutto il Paese, perché riaprire le attività in queste condizioni di incertezza è pura follia.  Servono sostegni economici a fondo perduto, servono certezze, serve la volontà da parte dello Stato di voler tenere in piedi l’ossatura del Paese che è fatta di piccole e medie imprese. Siamo convinti della necessità di dover rinunciare a pezzi di libertà per arginare, frenare e sconfiggere Covid-19, ma deve esserci anche la volontà, dichiarata nei fatti, di essere vicini ad una comunità di donne e di uomini che rischia di scomparire per sempre o di finire nelle mani di speculatori stranieri o della malavita organizzata con i suoi colletti bianchi.  Il nostro – conclude la Presidente Benucci – è un appello alle Istituzioni, ai partiti, perché trovino una sintesi e diano risposte e restituiscano certezze al mondo dell’impresa. C’è poco tempo a disposizione, poi per tanti troppi imprenditori e lavoratori, sarà la fine, il default.”