“I negozianti dove troveranno la forza? Così avvantaggiate le multinazionali!”

Decreto Mobilità, un imprenditore di Ladispoli scrive al Ministro

Egregio Sig Ministro, mi presento: sono Roberto De Simone, titolare della F.I.BI. Srl, fabbrica di biciclette con sede in Ladispoli, Roma. Le scrivo in merito al “ Decreto di Mobilità” in attuazione in questi giorni. E’ certamente un’ottima e nobile iniziativa  volta a fronteggiare il problema della viabilità e degli assembramenti sui mezzi pubblici, ma sento il dovere di porre alla Sua attenzione  due particolari aspetti di questa iniziativa. In primo luogo, sono un po’ perplesso dalla scelta di non comprendere nel Decreto i piccoli Comuni. Nelle piccole città, infatti, la viabilità dovrebbe essere proporzionata al territorio, ma è frequente che ai  forti  incrementi della popolazione, come nel caso del litorale rimano, non siano proporzionati adattamenti alle reti viarie , con tutte le difficoltà quotidiane che da ciò conseguono. Il secondo punto riguarda le modalità di erogazione del bonus. Dalle ultime notizie emerge che successivamente alla predisposizione dell’applicazione web da parte del Ministero dell’Ambiente, gli utenti scaricheranno un buono spesa elettronico da consegnare al negoziante insieme al saldo, a proprio carico, per ritirare il bene o il servizio. Al di la che, al momento, mentre è tutto chiaro dal punto di vista delle procedure che dovrà seguire il cliente, (conservando la fattura potrà richiedere l’accredito del bonus  con effetto retroattivo al  4 maggio), non appare altrettanto chiaro come potrà il negoziante procedere al  recupero dell’importo. Da commerciante e da imprenditore mi chiedo dove i negozianti, prenderanno la forza economica per anticipare l’importo riconosciuto dallo Stato del 60%,  considerando che  il ricarico su questi prodotti varia dal 25% al 35%. Mi permetto di farLe presente questi aspetti che sono sicuro danneggerebbero seriamente le attività delle  piccole e medie imprese che quotidianamente lottano   per concorrere con le multinazionali , le quali  verrebbero invece favoreggiate con  il Decreto di Mobilità applicato in questa direzione.  Perché non lasciare che, per tutto il periodo previsto,  la richiesta del bonus avvenga da parte del cliente in seguito all’acquisto? Credo che sarebbero soddisfatte tutte le categorie: il cliente otterrebbe comunque il rimborso e il rivenditore non si vedrebbe  costretto a rinunciare alla vendita. La ringrazio sinceramente Sig. Ministro per la Sua attenzione, certo che vorrà prendere in considerazione queste riflessioni. Le porgo i più distinti saluti
Roberto De Simone – F.I.BI. Srl Customercare