Emergenza covid, a Cerveteritriplicate le richieste ai servizi sociali

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Oltre 2mila richieste per i buoni pasto e oltre 300 quelle per i bonus affitto erogati dalla Regione Lazio

 

Oltre 2mila richieste di buoni pasto. Oltre 300 richieste per i bonus affitto erogati dalla Regione Lazio. Non sono dati incoraggianti quelli che arrivano dalla città etrusca. L’emergenza coronavirus, il lockdown dell’intero Paese, la cassa integrazione e i bonus di 600 euro in ritardo o mai arrivati hanno messo in ginocchio numerose famiglie del territorio. Basti pensare che a dicembre la Regione Lazio aveva pubblicato un bando per i bonus affitti a cui avevano partecipato circa 90 persone. Un terzo rispetto a coloro i quali hanno invece presentato ora, in piena emergenza sanitaria ed economica. Ma gli aiuti messi in campo da parte di Governo, Regione, Protezione civile (buoni pasto e pacchi alimentare) certamente non saranno sufficienti a soddisfare le richieste. Le spese (come affitti, mutui, bollette delle utenze domestiche, ….) non si sono mai fermati e di risorse in questo settore, da parte degli enti sovra comunali non ne sono arrivate. «Si tratta – ha spiegato l’assessore ai servizi sociali del Comune di Cerveteri, Francesca Cennerilli – di una mole di spese extra che senza fondi extra in arrivo, dovranno essere gestite con i contributi che abbiamo messo da parte».E per fortuna, quando si era iniziato a parlare di coronavirus, ancor prima del lockdown, l’amministrazione cerite aveva già stanziato dei contributi in più da inserire nel fondo perché «immaginavamo la situazione ma non la immaginavamo di così amplia portata». è per questo che ora con i nuovi equilibri di bilancio, si proverà a rimpinguare ancora il capitolo degli aiuti».Una situazione, quella che l’intero Paese sta vivendo, generata anche dall’assenza di chiarimenti relativamente ad alcuni aspetti dei decreti emanati dal Governo. Non tutto il contenuto dei Dpcm è chiaro. Anzi: sono diverse le lacune, i dubbi che di volta in volta gli amministratori e i cittadini hanno provato a risolvere. Ma non sempre, purtroppo, si è riusciti a trovare una risposta. Aspetti spesso non comprensibili alle amministrazioni comunali, fa notare Cennerilli, figurarsi poi ai “comuni” cittadini. Tanto che nella fase clou dell’emergenza sanitaria l’amministrazione comunale ha attivato una serie di numeri di telefono per dare sostegno e supporto alla popolazione. Dal sostegno psicologico, all’urp telefonico fino ad arrivare all’SOS per i servizi sociali. Linee telefoniche letteralmente prese d’assalto dai cittadini costretti in casa, senza più un lavoro o addirittura i soldi per poter mettere insieme il pranzo con la cena. «Abbiamo ricevuto – ha spiegato ancora Cennerilli – una chiamata dietro l’altra e questo non era mai successo, nonostante le esigenze sul nostro territorio siano sempre state presenti. Credo che questa – ha concluso l’Assessore ai Servizi sociali – sia una situazione in cui si sono ritrovati tutti i Comuni italiani. Non c’è un territorio che non abbia risentito dell’emergenza. Ora dobbiamo cercare di tenere botta e provare ad avere presto delle risposte su cosa accadrà nei prossimi mesi»

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