“Porteremo al ministro dello sport la scandalosa retrocessione a tavolino dell’Unione Sportiva Ladispoli”

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Diventa un caso politico, peraltro molto spinoso essendo di carattere nazionale, la vicenda della retrocessione a tavolino di 36 squadre della Serie D decisa dalla Lega Nazionale Dilettanti e che dovrà essere ratificata dalla Federazione Italiana Gioco Calcio il prossimo 3 giugno. La palla di neve, insomma, sta diventando una valanga di grandi dimensioni, chiamando in causa i vertici nazionali e regionali dello sport, ai quali guardano con fiducia i club ingiustamente retrocessi in Eccellenza, tra cui l’Unione Sportiva Ladispoli. E proprio da Ladispoli rullano i tamburi di guerra, la presa di posizione di ieri del sindaco Alessandro Grando, ripresa anche da un prestigioso quotidiano nazionale come il Corriere dello sport, ha aperto di fatto una battaglia che si potrebbe ancora vincere. Ma soltanto con l’intervento della politica che nel calcio, come confermato dalle molte indicazioni fornite dal Governo per la ripresa della Serie A, quando vuole riesce ad incidere in modo determinante. Il pasticcio creato dalla Lega Nazionale Dilettanti è noto, d’ufficio ben 36 club sono stati retrocessi, nonostante mancassero otto turni al termine della Serie D e tutte le squadre avessero ancora chance di salvezza. Compreso il Ladispoli che era ad un punto di distacco dalla zona spareggi e doveva disputare lo scontro diretto col Tor Sapienza per giocarsi la possibilità di arrivare agli spareggi. Una clamorosa ingiustizia che i cittadini, i tifosi e gli amministratori comunali di Ladispoli non vogliono tollerare, come ha confermato in queste ore il consigliere comunale, delegato ai rapporti con le società di calcio, Giovanni Ardita che ha chiesto l’intervento dei vertici del suo partito, Fratelli d’Italia. Partito politico che già lo scorso anno era pesantemente sceso in campo a favore dell’Us Ladispoli, preannunciando una interrogazione parlamentare al ministro dello sport dopo i tantissimi torti arbitrali subiti dai rossoblu. Guarda caso, dopo l’annuncio dell’interessamento dell’onorevole Giorgia Meloni i direttori di gara tornarono ad essere giusti ed imparziali. Anche ora Ardita ha parlato forte e chiaro, proseguendo quella campagna di mobilitazione avviata dal sindaco Grando, pronto ad affiancare in ogni aula di tribunale l’Unione Sportiva Ladispoli per respingere una retrocessione palesemente iniqua. “Se la Lega Nazionale Dilettanti intende far retrocedere a 8 giornate della conclusione del campionato di Serie D  l’Unione Sportiva Ladispoli senza giocare le partite mancanti, beh sappia che dovrà affrontare un’intera città che non accetterà passivamente questo abuso. Le 36 società coinvolte – prosegue Ardita – hanno presentato un pacchetto di proposte alternative che vanno dalla ripresa del torneo alla disputa dei play out per decidere sul campo e non nelle segrete stanze le retrocessioni. Riteniamo la scelta della Lnd assolutamente ingiusta, i club hanno speso decine di migliaia di euro per partecipare alla Serie D, sobbarcarsi le trasferte in aereo e pagare i giocatori. Senza dimenticare la pugnalata che si infliggerebbe alle tifoserie di città anche grandi come Milano, Chieti, Avezzano, Marsala che non hanno colpa per l’emergenza sanitaria che ha bloccato i campionati. Se non si vuole tornare in campo, allora si congeli la classifica dei Gironi, nessuna retrocessione ed il prossimo torneo più squadre partecipanti, attivando anche un altro raggruppamento. Annunciamo di aver già interessato della spinosa faccenda i parlamentari di Fratelli d’Italia, compresa la leader Giorgia Meloni, a cui abbiamo chiesto di presentare un’interrogazione urgente al ministro dello sport Spadafora e, se necessario, al premier Giuseppe Conte.  L’Unione Sportiva Ladispoli ha una storia calcistica antica e gloriosa, ha regalato al football italiano talenti come Paolo Baldieri, nazionale azzurro, non merita di essere calpestata da una decisione insensata ed immotivata. Ci sono dirigenti che hanno fatto sacrifici per mantenere la permanenza in Serie D, ci sono nuovi imprenditori pronti ad assumere il timone del club rossoblu, sia chiaro che l’intero popolo di Ladispoli non rimarrà a guardare questo scempio. Siamo pronti, con tutte le misure di sicurezza, a mobilitare i cittadini, a scendere in piazza, arrivando sotto i palazzi del Governo e della Federazione Italiana Gioco Calcio per difendere i diritti della squadra che rappresenta Ladispoli. Se dobbiamo retrocedere vogliamo che sia sul campo di gioco e non per la decisione strampalata di qualcuno nella stanza dei bottoni”.

(nella foto L’articolo del Corriere dello sport del 29 maggio 2020)

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