Ladispoli, 15 giugno 1939: inizia la storia di Viale Italia

 

Originariamente strada di collegamento tra l’abitato di Ladispoli e la nuova stazione ferroviaria, inaugurata lo stesso giorno e tuttora esistente, è oggi il centro sociale ed economico più importante della città

 

Ladispoli, 15 giugno 1939: inizia la storia di Viale Italia – In molti ogni giorno lo attraversano per molteplici ragioni, anche per una semplice passeggiata, ed in queste ultime settimane è divenuto tema di dibattito pubblico la possibilità di renderlo a transito completamente pedonale. Ma prima di arrivare ai tempi odierni con le relative considerazioni è bene soffermare l’attenzione sui principali aspetti storici, fondamentali per comprenderne il mutamento, dalle origini ad oggi, con il suo ultimo profilo assunto. L’inizio della storia di Viale Italia ha una data di riferimento, quella del 15 giugno 1939. Un momento collegato ad una ragione altrettanto peculiare, quella dell’apertura al pubblico della nuova e tuttora esistente fermata ferroviaria Cerveteri-Ladispoli, collocata direttamente sulla linea Roma-Civitavecchia-Pisa, al km 50,348, in sostituzione della precedente ubicata al termine della diramazione Palo-Ladispoli, soppresse per regio decreto il 28 agosto 1938. Funzione del viale era quella di collegare la nuova stazione con l’abitato di Ladispoli. Al tempo la cittadina, per il territorio compreso nella lottizzazione nativa del 30 maggio 1888 ideata dal Principe Ladislao Odescalchi e dall’Ingegner Vittorio Cantoni, era amministrata dal Comune di Civitavecchia e la realizzazione della strada arrivò al culmine del processo di nascita del primo ampliamento urbanistico del paese, quello di “Cere Marina”, sviluppatosi alle sue spalle, tra la ferrovia per Pisa e l’attuale Via Ancona, in territorio del Comune di Cerveteri a partire dal 1930, per volere dei Principi Ruspoli-Martini Marescotti, proprietari dell’area e storicamente riferimento del capoluogo etrusco. Prima la vendita dei terreni. Poi nel 1932 la creazione del collegamento viario con l’Aurelia, facente funzione anche da secondo ingresso stradale al paese, corrispondente alle attuali Via Settevene Palo, Vicolo Pienza, Via Suor Maria Teresa Spinelli, Via Milazzo, Piazza Civitavecchia e Via Flavia, dopo quello originario di Palo del 1888, oltrepassando come il primo la strada ferrata mediante passaggio a livello. Successivamente la presentazione effettuata dagli stessi Ruspoli-Martini Marescotti a Cerveteri nel 1935 del piano di lottizzazione e l’edificazione di alcune piccole abitazioni. Infine, la costituzione il 23 gennaio 1938 del Consorzio per la costruzione e manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade, ratificato dalle famiglie: Agostini; Agrestini; Bolzetti; Bugiani; Castellano; Commissari; Costantini; Dal Ben; De Carolis; Della Longa; Dell’Orco; Fagioli; Gherardi; Guidi; Martini Marescotti; Natali; Nogarotto; Simoni; Solaroli; Staffa; Tamburini; Tofani; Pagano; Pierdicca; Poli; Rosina; Rossi; Vaselli; Villani; Zavagli. Al censimento del 1936 a Ladispoli risultarono risiedere 1.452 abitanti e la cittadina a vocazione turistico-marittima, popolare per i romani e non solo, pur nelle difficoltà geografiche e del tempo, era in grado di offrire standard qualitativi buoni in termini di servizi sia per il periodo estivo sia per l’intero arco dell’anno e si stava avviando a completare l’urbanizzazione della prima lottizzazione. Grazie all’opera di Corrado Melone, riportata nei suoi libri “Storia & Storie”, e la consultazione degli archivi istituzionali e di quelli in possesso a livello privato è possibile conoscere i cognomi di molte delle famiglie residenti in quegli anni, anche a “Cere Marina”, come: Agrestini, Alicicco, Angelosanti, Andreoni, Antonucci, Angelini, Amalfitano, Ambrogi, Arata, Avversari, Amendola, Agata, Baldini, Borla, Bruni, Borromeo, Bettistelli, Bariletti, Bitti, Bilancioni, Bianchera, Bissa, Benelli, Benazzi, Bologni, Borghi, Bondanelli, Brunetti, Burattini, Belleggia, Biagiotti, Castellano, Carnevale, Cavalieri, Canini, Cavallara, Carazzi, Camiciola, Calisti, Canuti, Catiello, Cerulli, Ceraolo, Civitella, Cinti, Cimini, Ciufoletti, Costantini, Cosimi, Cuccu, Corrocci, Civero, Cova, Caldonazzo, Dispari, De Michelis, Del Pivo, Di Monte, Di Carlo, Di Giovanni, De Angelis, De Carolis, De Cesare, De Luca, Di Corato, Dogali, Damiano, Darelli, Fabrizzi, Filipponi, Francia, Ferrini, Floris, Fioravanti, Filiali, Fiumicini, Federici, Fumaroli, Fradotti, Gherardi, Gionagioli, Ghinassi, Guidi, Giacomelli, Giovagnoli, Guerrini, Gargiulo, Guidolotti, Guernaccini, Gerard, Iannilli, Iacomelli, Indice, Ilari, Imperato, Iazzi, Landi, Laurenzi, Lai, Ladi, Laconi, Lazzeri, La Camera, Lazzari, La Grotteria, Leone, Liberati, Luchetti, Lupi, Luzi, Marrama, Matteucci, Marcucci, Marconcini, Marino, Matteini, Mascarucci, Mantovani, Mattei, Mangolini, Massimi, Marozza, Marchetti, Maddaluno, Mari, Manduca, Mameli, Melone, Meloni, Moretti, Montini, Molino, Morgi, Mulas, Masciadri, Naritelli, Navarra, Nardocci, Natali, Natalucci, Nardecchia, Nepa, Nogarotto, Nulli, Olivieri, Passeri, Paris, Parente, Pallone, Palmesi, Paglioni, Papi, Panichelli, Pascarella, Parruccini, Panella, Pacini, Pasquini, Picchioni, Pioli, Pichini, Piermarocchi, Pierlorenzi, Piscedda, Petruzzi, Politi, Polidori, Ponzi, Peluso, Previati, Rossi, Rossignoli, Rampini, Romei, Rosati, Rinaldi, Ricciardi, Retrosi, Renzi, Santamaria, Saltamartini, Santi, Sani, Sale, Scafetti, Sciacqualattuga, Schiavone, Scagnoli, Schettino, Silveri, Solaroli, Sorge, Staid, Storti, Staffa, Stefani, Squarcia, Spigabis, Satta, Taliani, Totti, Tumiatti, Turriani, Tamburini, Urbani, Valentini, Valeri, Verona, Villani, Violo, Verdini, Zoffoli, Zaina, Zanini, Zibbellini, Zarelli. Attraverso lo stesso lavoro e gli stessi archivi conosciamo anche i cognomi di coloro non residenti ma possessori di una casa nel luogo, come: Acquaroli, Alessandri, Albanesi, Astolfi, Bocca, Barucci, Bagnaresi, Bartolami, Belardini, Bolaffi, Bartoli, Casciano, Cantoni, Callori, Carpi, Cerioni, Cecchini, Conte, Donati, Di Castro, Di Nepi, Delfini, Delli Ponti, Feliciani, Felici, Fumaroli, Ferri, Ferrari, Faraoni, Fagnani, Fagioli, Gallotti, Gavina, Giusti, Gonnella, Gizi, Giardini, Grifoni, Gabrielli, Gasperini, Giovannelli, Guerrini, Grimaldi, Innocenti, Leonori, Lais, Lombardi, Le Fevre, Lenci, Lombardozzi, Massaruti, Morelli, Mantegazza, Marziale, Mercuri, Minelli, Mastrangelo, Mariani, Menaglia, Mazzucchelli, Nati, Nebiai, Palermo, Pagnanelli, Pacelli, Pacca, Pironti, Pizzemiglio, Pirisi, Pietrantoni, Piattella, Pennelli, Persichetti, Piperno, Poli, Pozzi, Romiti, Rossellini, Ricottili, Scarabellotto, Scifoni, Tani, Trapanesi, Tronati, Ugolini, Zega. E si arriva così al 15 giugno 1939 quando, anche al fine di snellire il traffico sulla ferrovia tirrenica Roma-Civitavecchia-Pisa-Livorno, elettrificata il 14 novembre 1938, e soppressa la diramazione Palo-Ladispoli, si procede all’apertura al pubblico della fermata Cerveteri-Ladispoli. Una scelta programmata per tempo ma posta in opera in maniera repentina, come dimostrato dalla presenza all’inizio di una struttura provvisoria fungente da stazione, sostituita poi nel 1941 da quella attuale. Nel primo periodo, coloro che scendevano dalla nuova stazione o viceversa, principalmente villeggianti, e percorrevano il nuovo viale si trovavano davanti al loro sguardo un ambiente molto diverso rispetto a quello conosciuto oggi, caratterizzato da aperta campagna e dalle case sparse di “Cere Marina”. Solo 3 edifici nacquero nell’immediato, uno di loro, soprannominato la “Lombardina”, dal cognome del suo costruttore Romolo Lombardi, è ancora presente seppur recentemente ristrutturato e modificato. Dal 1939 al 1950, essendo punto di collegamento posto tra due comuni diversi, la gestione e manutenzione del viale, considerato strada provinciale, venne gestita da una particolare forma di consorzio stabilita a metà tra Civitavecchia e Cerveteri. Da annotare in questa fase la piantumazione dei pini. Superata la Seconda Guerra Mondiale, il 3 giugno 1949 il territorio della prima lottizzazione di Ladispoli passò dal Comune di Civitavecchia a quello più vicino di Cerveteri, che l’8 gennaio 1950 decise di disciplinare l’attività edilizia di “Cere Marina”, mossa in quegli anni con passi importanti, mediante l’adozione di un regolamento. Prevista per l’area centrale la possibilità massima di realizzare edifici con piano terra, tre piani superiori e l’attico. Al censimento del 1951 a Ladispoli risultarono risiedere 2.296 abitanti. Con essa si sviluppò anche il viale, che dapprima chiamato comunemente “Viale della Stazione” o “Viale Vittoria”, dal nome questo della piazza caratterizzata dalla fontana, nel dopoguerra per volere di Cerveteri assunse il nome di Viale Italia, coerentemente con il clima postbellico e di rinascita dell’epoca. Insieme a questa decisione anche le altre strade limitrofe, sorte quasi contemporaneamente, assunsero il nome delle più importanti città italiane. Le nuove opportunità offerte dall’area, con i loro vantaggi, permisero di conseguenza l’apertura di attività commerciali, principalmente dedicate alla vendita di prodotti per la persona, la cucina, la casa e il mare, implementate poi da quelle riguardanti l’abbigliamento, introdotte dalla comunità abruzzese stanziatasi a Ladispoli a partire dal 1947. Come per il resto del territorio anche il viale visse gli effetti locali del miracolo economico italiano, degli anni ’60, che portarono alla disattesa delle norme stabilite dal regolamento edilizio del 1950 e alla costruzione di edifici residenziali di grandi dimensioni, destinati a soddisfare la sempre crescente domanda di presenza per l’estate. Sede di manifestazioni ed eventi folcloristici, culturali, sportivi e di vario tipo, la completa urbanizzazione di Viale Italia, più volte abbellito, arriverà alla fine degli anni ’70, salvo qualche eccezione modificativa avvenuta in tempi ancora successivi, e ad oggi sono 32 gli edifici di diversa altezza e dimensione che si affacciano su questa strada e 80 le attività commerciali, di diverse tipologie. Migliaia sono i cittadini residenti, in linea con l’aumento demografico succeduto a Ladispoli nei decenni, divenuta Autonoma da Cerveteri il 6 maggio 1970, e arrivato a 42.022 abitanti al 31 dicembre 2018, con la mutazione durante della città da realtà stagionale ad ambiente completo e vivo 365 giorni l’anno. Viale Italia, raccontato in molte pubblicazioni tra cui nei due volumi dell’ultimo libro “Ladispoli – Un lungo viaggio nel tempo”, superata l’era della strada di collegamento è oggi il centro sociale ed economico più importante della città, derivante dalle circostanze e dalla storia, percorso ogni giorno da tantissime persone, in tempi recentissimi mostrato al pubblico con un nuovo volto e privato dei pini divenuti adulti, che può divenire in futuro il salotto buono della città a tutti gli effetti trovando il giusto equilibrio tra le varie esigenze in esso presenti. (fonte Baraondanews.it)